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mercoledì 26 novembre 2025
Pensioni novità
lunedì 6 ottobre 2025
Rottamazione quinquies: come sarà L'intervento delle Regioni sui lavori per la rottamazione quinquies potrebbe modificare la misura. Vediamo le novità
E' ormai noto che la rottamazione quinquies sarà inserita nella prossima legge di bilancio 2026.
Dall'iniziale annuncio nel decreto mille-proroghe, risalente ormai al mese di febbraio, i lavori sulla agevolazione prendono forma con l'avvio della manovra finanziaria.
Confrontando la nuova rottamazione con le precedenti emergono delle criticità che il Governo intende risolvere con la prossima edizione numero cinque.
Le definizioni agevolate, permettono di "fare cassa" ma il carico eccessivo delle prime due rate delle edizionio passate, ha spesso scoraggiato l’adesione da parte dei contribuenti.
Per risolvere questa distorsione, il Viceministro Leo ha dichiarato che si sta lavorando per “attenuare o eliminare il meccanismo iniziale penalizzante”, prevedendo per la edizione in arrivo, un piano di versamenti più graduale e sostenibile.
Obiettivo è quello di incentivare l’adesione dei contribuenti effettivamente interessati, senza creare difficoltà nella fase iniziale del percorso di regolarizzazione.
noltre la Rottamazione Quinquies dovrebbe prevedere un numero maggiore di rate mensili e una tolleranza più ampia per le eventuali rate non versate in modo da evitare decadenze automatiche troppo rigide.
Vediamo maggiori dettagli.
1) Rottamazione quinquies: coma sarà
La rottamazione quinquies sarà approvata per il 2026 nella legge di bilancio.
A confermarlo è stato il Presidente della commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, che durante le votazioni del ddl di proroga della riforma fiscale è tornato sul tema specificando che “Proprio oggi in commissione Finanze abbiamo chiuso la discussione generale e fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al rientro; quindi al rientro a settembre possiamo chiudere il testo, di modo che sia pronto per essere inserito in legge di Bilancio”
Altro punto annunciato è quello del taglio dell'Iperf per il ceto medio.Secondo il Viceministro all’Economia Maurizio Leo, le due misure non sono, peraltro, incompatibili, pur se dovranno confrontarsi con le risorse a disposizione, scoglio da superare per una prossima realizzazione.
Ora, mentre il MEF è a lavoro per i documenti da presentare nel prossimo Cdm, continuano le anticipazioni sulla rottamazione quinquies.
Con buone probabilità, il calendario arriverà al massimo a otto anni, 96 rate.
Inoltre l’idea quasi definitiva è di diversificare il piano di pagamento in base al valore del debito, riducendo quindi i tempi per le cartelle meno corpose.
Ricordiamo che le quattro precedenti rottamazioni, hanno avuto il problema delle rate troppo alte quando le somme da restituire sono consistenti.
Rate alte soprattutto all’inizio del piano di rateizzazione hanno disincentivato l'adesione e quindi la nuova definizione agevolata dovrebbe prevedere rate tutte uguali con decadenza dopo un certo numero di mancati pagamenti
Restano sempre le ipotesi di esclusione per i contribuenti non meritevoli.
Questa sarebbe infatti la novità assoluta rispetto al passato, saranno esclusi i rottamatori di professione o contribuenti non meritevoli.In particolare tali contribuenti sono coloro i quali hanno già utilizzato le rottamazioni delle cartelle precedenti ma senza chiudere definitivamente il debito fiscale, quindi verosimilmente con il solo fine di bloccare pignoramenti o fermi amministrativi.
Quanto al perimetro degli importi che potranno rientrare nella rottamazione si dovrebbero prevedere degli anticipi per i soli debiti rilevanti.
Ad esempio per i debiti fiscali di importo superiore a 50.000 euro si valuta un anticipo obbligatorio fino al 5% dell’importo.
Il piano rateale dovrebbe inoltre prevedere, massimo 96 rate, inizialmente si era ipotizzato 120 rate mensili, e possibilità di saltare fino a 8 rate non consecutive prima della perdita del beneficio.
I debiti meno rilevanti dovrebbero essere onorati con una nuova forma di saldo e stralcio: cancellazione automatica per cartelle sotto una certa soglia.
Per tale misura non si hanno però molti dettagli.
Secondo il Viceministro Leo il lavoro tecnico sulla rottamazione numero cinque, ha individuato due priorità:
- circoscrivere la platea, anche per ridurre i costi, concentrandosi sull’evasione nata dall'effettiva impossibilità di pagare, escludendo i recidivi,
- favorirne l’adesione per aumentare l’efficacia del nuovo intervento.
In questa ottica si lavora per attenuare o eliminare il meccanismo iniziale, che fino ad ora ha fatto costare le prime due rate il doppio delle altre. Le ultime edizionie delle rottamazioni hanno infatti concentrato nelle prime due rate il 20% del debito da pagare, diviso in due tranche del 10% ciascuna,diluendo il restante 80% in altre 16 rate.
Si intende quindi, rivedere questa modalità in modo più lineare il piano dei versamenti.
Ora, sul tema rattomazione quinquies arriva il nodo delle Regioni.
Le Regioni all'atto dell'intesa con il Governo sulla relazione prodotta dalla Commissione tecnica per la gestione del magazzino di Equitalia hanno indicato diverse osservazioni sui lavori per la quinta edizione della definizione agevolata.
In particolare, viene specificato che "l’intervento dovrebbe prevedere contestualmente il divieto, per i soggetti beneficiari di tali “condoni”, di accedere successivamente a qualsiasi forma di finanziamento/erogazione/contributo a cura degli enti creditori. Non sarebbe irragionevole ipotizzare che eventuali finanziamenti/contributi/erogazioni futuri vengano corrisposti al beneficiario-contribuente al netto di quanto ancora dovuto al Fisco, in relazione a crediti che risultano ancora formalmente esigibili"
lunedì 30 dicembre 2024
Pensioni anticipata novita 2025
Potenziamento Pensione anticipata contributiva a 64 anni:
Cosa cambia nel 2025....
Requisiti di accesso 2024
Per accedere alla pensione anticipata contributiva, i lavoratori devono soddisfare specifici requisiti:
- un'età minima di 64 anni;
- almeno 20 anni di contribuzione, escludendo i periodi figurativi; i lavoratori possono raggiungere questo requisito anche attraverso il cumulo contributivo previsto dall'
art. 1, comma 1 del
D.Lgs. n. 184/1997; al cumulo possono concorrere, ai fini del diritto a pensione, anche i versamenti effettuati presso le gestioni previdenziali dei liberi professionisti, ma considerando solo le casse previdenziali che calcolano le pensioni con sistema interamente contributivo;
- l’assenza di contributi anteriori al 1996; chi risulta avere almeno un contributo al 31 dicembre 1995 può raggiungere la prestazione attraverso il computo presso la gestione Separata, accettando quindi il ricalcolo contributivo dello “spezzone” anteriore al 1996, ma deve rispettare i requisiti per il computo (almeno 15 anni di contributi complessivi, almeno un contributo ma meno di 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995, almeno 5 anni di versamenti dal 1996 in poi, almeno un mese di contribuzione accreditato presso la gestione separata dell'INPS);
- l'assegno mensile deve essere almeno pari a 3 volte l'assegno sociale, che corrisponde a 1.603,23 euro lordi (valore 2024); per le donne con un figlio, la soglia è pari a 2,8 volte, mentre scende a 2,6 volte per le donne con due o più figli.
Per la liquidazione della pensione, è necessaria l'attesa di una finestra mobile pari a tre mesi.
L'importo della pensione non può superare 5 volte il trattamento minimo, fissato attualmente a 2.993,05 euro mensili lordi. Questo limite è applicabile fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni) e rappresenta un’altra novità significativa introdotta dalla Manovra 2024, rispetto alle normative precedenti.
Nuovi requisiti di accesso 2025
In base alla modifica introdotta durate l’iter di approvazione della legge di Bilancio 2025, dal prossimo anno i requisiti di soglia e contribuzione dovrebbero variare (salvo modifiche dell’ultimo minuto precedenti all’entrata in vigore della Finanziaria).
In particolare:
- per quanto concerne l’importo soglia, concorrerebbe a raggiungere il suo importo anche la rendita eventualmente spettante dalla previdenza complementare: in sostanza, considerando un lavoratore avente diritto a una pensione di per sé insufficiente per raggiungere l’importo soglia minimo, laddove lo stesso lavoratore vanti un montante contributivo, accreditato presso un fondo di previdenza complementare, idoneo a generare una rendita integrativa almeno pari alla differenza tra l’importo soglia e la pensione Inps spettante, l’interessato raggiungerebbe comunque il diritto al pensionamento a 64 anni.
Facciamo un esempio per capire meglio, ipotizzando che l’importo soglia valido nel 2025, pari a 3 volte l’assegno sociale, sia aumentato in base alla perequazione dello 0,8%, quindi ammonti a 1.616,06 euro mensili.
Consideriamo un lavoratore avente diritto:
- a una pensione anticipata contributiva INPS, a 64 anni e 3 mesi, pari a 1.300 euro;
- a un montante dei contributi accreditati presso il fondo di previdenza complementare che dia luogo a una rendita stimata in misura pari a 350 euro al mese;
- sommando la rendita integrativa alla pensione Inps superiamo l’importo soglia minimo utile alla pensione anticipata contributiva;
- pertanto, anche se la pensione erogata dall’INPS non supera l’importo minimo, il diritto alla pensione sussisterebbe ugualmente, grazie alla previdenza complementare.
Per chi si avvale di tale facoltà, però:
- il requisito contributivo, dal 2025, passa a 25 anni e viene ulteriormente aumentato a 30 anni dal 2030;
- non è possibile lavorare sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia: in sostanza, i redditi di pensione risulteranno incompatibili con i redditi di lavoro, salvo compensi derivanti da lavoro autonomo occasionale sino a 5.000 euro lordi annui.
Inoltre, dal 2030, per tutti, l’importo soglia salirà a 3,2 volte l’assegno sociale.
Novita 2025
Misure per la famiglia
Una delle novità della nuova manovra finanziaria è il bonus bebè da 1.000€, che spetterà a tutti i nuovi nati (o adottati) a partire dal 1° gennaio 2025, per tutte le famiglie con ISEE fino a 40.000€. Vengono inoltre rafforzati i congedi parentali, con 3 mesi retribuiti all’80%, e il bonus nido che sarà pari a 3.600€, al di là del fatto che si abbiano altri figli. È stato anche istituito un fondo dedicato alle attività sportive e ricreative, per le famiglie con ISEE fino a 15.000€, che spetterà ai ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Confermata anche la carta “dedicata a te”. Infine, l’Assegno Unico non sarà conteggiato nella determinazione dell’ISEE, aumentando così la platea dei beneficiari di vari bonus fiscali.
Sostegno ai salari
Il sistema IRPEF a 3 aliquote è diventato strutturale e viene dunque confermata la soglia fino a 28.000€ per l’imposta al 23%. Gli altri scaglioni sono pari al 35%, fino a 50.000€ e 43% per i redditi superiori. È stato inoltre confermato (e reso strutturale) il taglio del cuneo fiscale, ma con alcune modifiche: fino a 20.000€ il taglio è di tipo contributivo, come nel 2024. Da 20.000€ a 32.000€, il taglio diventa fiscale ed è pari a 1000€ annui, proporzionato al periodo di lavoro. Da 32.000€ a 40.000€ opera invece un sistema di diminuzione progressiva. Infine, le mamme lavoratrici potranno continuare a beneficiare dell’esonero contributivo al 100%, che è stato esteso anche ai contratti a tempo determinato e alle lavoratrici autonome. Ricordiamo che è necessario avere 2 figli e il bonus spetta fino al compimento del 10° anno di età del più piccolo; per chi ha almeno 3 figli, il bonus spetta fino al 18° anno di età del figlio più piccolo. In entrambi i casi la soglia di reddito imponibile, per beneficiare del bonus, è pari a 40.000€.
Pensioni
Per quanto riguarda le misure dedicate alle pensioni, vengono confermate per il 2025 le tre possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro: Quota 103, Opzione donna e Ape sociale, oltre naturalmente al pensionamento anticipato per il lavoro notturno o usurante. Sarà inoltre possibile anticipare la pensione a 64 anni, cumulando la previdenza obbligatoria con quella complementare.
Lavoro
Sono stati confermati, fino al 2027, due incentivi legati ai premi di produzione e ai cosiddetti fringe benefit. Per i primi è prevista la tassazione agevolata al 5%, che vale anche per la partecipazione agli utili d’impresa. I fringe benefit, invece, restano confermati con le vecchie soglie esentasse (2.000€ per i lavoratori con figli, 1.000€ per gli altri), ma è stata anche introdotta una nuova possibilità: i nuovi assunti, che nel 2024 hanno avuto un reddito inferiore a 35.000€ e che accettano di trasferire la propria residenza di oltre 100km, potranno ricevere un incentivo esentasse fino a 5.000€ annui, per i primi due anni di contratto a tempo indeterminato.
mercoledì 4 dicembre 2024
ISCRIZIONE PIATTAFORMA SIISL NASPI/DIS COLL
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione Roma,
Iscrizione dei cittadini beneficiari delle prestazioni di NASpI e DISCOLL nel Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Modalità attuative L’articolo 25 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 2024, n. 95, dispone che: “I percettori della nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) e quelli dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sono iscritti d'ufficio alla piattaforma del sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL) di cui all'articolo 5 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023 n. 85. Gli stessi soggetti sono tenuti alla sottoscrizione del curriculum vitae, del patto di attivazione digitale e del patto di servizio sulla piattaforma, nei modi e termini definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali 21 novembre 2024, n. 174, in attuazione delle su indicate disposizioni definisce le modalità e i termini di iscrizione dei percettori delle citate prestazioni alla piattaforma SIISL e quelle con cui i percettori di NASpI e DIS-COLL sono tenuti alla sottoscrizione del curriculum vitae, del Patto di Attivazione Digitale e del Patto di Servizio Personalizzato sulla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa). Tanto premesso, con il presente messaggio si illustrano le modalità di iscrizione dei cittadini beneficiari delle prestazioni di NASpI e DIS-COLL alla piattaforma SIISL e i relativi adempimenti a carico dei soggetti iscritti.
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione Roma, 28-11-2024 Messaggio n. 4011 OGGETTO: Premessa Iscrizione dei cittadini beneficiari delle prestazioni di NASpI e DISCOLL nel Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Modalità attuative L’articolo 25 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 2024, n. 95, dispone che: “I percettori della nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) e quelli dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sono iscritti d'ufficio alla piattaforma del sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL) di cui all'articolo 5 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023 n. 85. Gli stessi soggetti sono tenuti alla sottoscrizione del curriculum vitae, del patto di attivazione digitale e del patto di servizio sulla piattaforma, nei modi e termini definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali 21 novembre 2024, n. 174, in attuazione delle su indicate disposizioni definisce le modalità e i termini di iscrizione dei percettori delle citate prestazioni alla piattaforma SIISL e quelle con cui i percettori di NASpI e DIS-COLL sono tenuti alla sottoscrizione del curriculum vitae, del Patto di Attivazione Digitale e del Patto di Servizio Personalizzato sulla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa). Tanto premesso, con il presente messaggio si illustrano le modalità di iscrizione dei cittadini beneficiari delle prestazioni di NASpI e DIS-COLL alla piattaforma SIISL e i relativi adempimenti a carico dei soggetti iscritti
1. Iscrizione dei percettori di NASpI e DIS-COLL sulla piattaforma SIISL A fare data dal 24 novembre 2024, il soggetto che richiede la Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) o l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL) è iscritto d’ufficio, per il tramite dell’INPS, sulla piattaforma SIISL, con decorrenza dalla data di inizio di fruizione della prestazione. All’atto dell’iscrizione, l’INPS trasmette alla piattaforma SIISL, oltre ai dati anagrafici e a quelli relativi alla domanda di NASpI e DIS-COLL, anche i dati di contatto del beneficiario della prestazione, quali l’indirizzo di residenza e il domicilio se diverso dalla residenza, la PEC se presente, l’indirizzo e-mail e il numero di cellulare presenti nella domanda di NASpI o DISCOLL. L'utente può in qualsiasi momento modificare sulla piattaforma SIISL i propri dati di contatto email e recapiti telefonici. La piattaforma SIISL verifica i dati di contatto tramite l’invio di una comunicazione e-mail o messaggio SMS, con richiesta di conferma della ricezione da parte dei destinatari. 2. Adempimenti a carico del soggetto iscritto al SIISL Il beneficiario dell’indennità NASpI o DIS-COLL è tenuto, entro 15 giorni decorrenti dalla data in cui inizia la fruizione della prestazione medesima, ad accedere alla piattaforma SIISL al fine di procedere alla compilazione dei dati utili per il Patto di Attivazione Digitale e alla relativa sottoscrizione, dei dati utili a integrare il curriculum vitae e delle informazioni utili ai fini della redazione del Patto di Servizio Personalizzato che verrà poi finalizzato dal Centro per l’Impiego. All’approssimarsi del termine di 15 giorni, la piattaforma SIISL invia una comunicazione informativa al beneficiario di riepilogo degli adempimenti sopra richiamati. La mancata ricezione della comunicazione non rileva ai fini dell'adempimento dell'obbligo sopra descritto. In caso di mancato adempimento nei termini descritti, che, si ricorda, non comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 21, comma 7, lettera a), del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, i percettori di NASpI e DIS-COLL ricevono dalla piattaforma SIISL una ulteriore comunicazione che li invita a prendere contatti con il Centro per l'Impiego per stipulare il Patto di Servizio Personalizzato e programmare attività lavorative, aggiornamenti o riqualificazioni professionali come richiesto dalla legge. Diversamente, ferma restando la disciplina della condizionalità di cui all’articolo 21, comma 2, del decreto legislativo n. 150/2015, il Centro per l'Impiego segnala al SIISL, tramite il SIU (Sistema informativo unitario), la mancata presentazione da parte del percettore di NASPI o DIS-COLL senza giustificato motivo e, per il seguito dell'attività del beneficiario durante il periodo di fruizione NASPI, le sanzioni previste dall'articolo 21, comma 7, lettera a), del medesimo decreto legislativo. L’Istituto, al fine di fornire agli utenti beneficiari delle predette prestazioni adeguata informativa in ordine ai richiamati adempimenti, ha integrato i provvedimenti di accoglimento delle domande di NASpI e DIS-COLL presentate a decorrere dal 24 novembre 2024 con apposita informativa riguardo alle modalità e ai termini di accesso alla piattaforma SIISL. Sul punto si evidenzia che l’accesso alla piattaforma SIISL è consentito fintanto che l’utente è titolare della prestazione. Infatti, nel caso in cui intervenga una causa di cessazione della prestazione NASpI o DIS-COLL, l’iscrizione alla piattaforma SIISL è archiviata per un periodo di cinque anni. Diversamente se l’erogazione della prestazione è soltanto sospesa, l’iscrizione alla piattaforma SIISL rimane attiva
Il percettore di NASPI o DIS-COLL, una volta iscritto alla piattaforma SIISL e sottoscritto il Patto di Attivazione Digitale, può visualizzare tutte le offerte di lavoro o le proposte formative pubblicate nella piattaforma medesima, che consente di ordinare le stesse in base ad appositi filtri e a un indice di affinità. Al riguardo, si precisa che le proposte di lavoro e le opportunità formative sono visibili a prescindere dalla stipula del Patto di Servizio Personalizzato e che le proposte indicizzate non determinano effetti automatici ai fini dell’applicazione delle condizionalità, la cui disciplina e il relativo impianto sanzionatorio continuano a essere regolati dal decreto legislativo n. 150/2015. Il
Direttore Generale INPS
Valeria Vittimberga
martedì 15 ottobre 2024
Ok alla manovra 2025 da 30 miliardi lordi: “bonus bebé”, casa, pensioni, contributo banche e accise, ecco le novità
Ok alla manovra 2025 da 30 miliardi lordi: “bonus bebé”, casa, pensioni, contributo banche e accise, ecco le novità
Tagli del 5% alle spese dei ministeri. Da banche e assicurazioni 3,5 miliardi
Il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra 2025 che, secondo le indicazioni fornite dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in termini lordi pesa circa 30 miliardi nel 2025, più 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027. La riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, attesa per le 20:00 di mertedì 15 ottobre, è iniziata dopo una mezz’ora e si è chiusa alle 22:00. Alle ore 11,00 di mercoledì 16 ottobre il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti terrà una conferenza stampa sui provvedimenti assunti in Cdm.
Il Consiglio dei ministri, oltre al disegno di legge di bilancio, a quanto si apprende, ha approvato un decreto legge con misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali, e un decreto legislativo con la revisione delle disposizioni in materia di accise. All’esame del Governo è giunto anche il Documento programmatico di bilancio.
Il disegno di legge di bilancio è giunto a sorpresa, con una settimana d’anticipo rispetto al previsto la terza manovra del governo Meloni. Il Governo ha giocato la carta del blitz e con uno scatto inatteso ha chiuso anzitempo il cantiere di quella che una volta veniva chiamata “Finanziaria”. Un’accelerazione, secondo alcune fonti, dettata dalla necessità di rispettare i tempi Ue e anche dall’intenzione di rispettare la scadenza interna che vorrebbe la manovra inviata al parlamento entro il 20 ottobre. Le ore che hanno preceduto il vertice a Palazzo Chigi sono state caratterizzate da trattative febbrili, alla ricerca di una quadra sulle coperture.
Ecco nel dettaglio le misure. La novità dell’ultimo minuto è un bonus “nuovi nati” da 1.000 euro. La manovra ha in pancia, tra le misure, l’accorpamento delle aliquote Irpef, fringe benefit per neoassunti che si allontano più di 100 chilometri dalla residenza originale per favorire l’occupazione. È un percorso di soluzioni che si snoda dalla proroga del bonus ristrutturazioni sulla prima casa alle pensioni passando per le misure a sostegno di famiglie e imprese e da una severa spending review.
Meloni: come promesso non ci sono nuove tasse in manovra
«Oggi, in Consiglio dei Ministri, abbiamo varato la legge di bilancio, un intervento che mette al centro i cittadini, le famiglie e il rilancio della nostra Nazione». È quanto ha affermato sui social la premier Giorgia Meloni. «Come avevamo promesso - ha aggiunto -, non ci saranno nuove tasse per i cittadini».
«Alla Sanità i 3,5 miliardi da banche-assicurazioni»
«Rendiamo strutturale il taglio delle tasse sui lavoratori - ha continuato la premier - , e 3,5 miliardi provenienti da banche e assicurazioni saranno destinati alla Sanità e ai più fragili per garantire servizi migliori e più vicini alle esigenze di tutti».
Ecco nel dettaglio, e in estrema sintesi, le soluzioni messe in campo.
Mille euro per i neonati
Viene introdotta, ha spiegato il Mef in una nota pubblicata al termine della riunione del Consiglio dei ministrti, una “Carta per i nuovi nati” che riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro per far fronte alle numerose prime spese per ogni nuovo nato. Si rafforza anche il bonus asili e l’assegno unico esce fuori dal calcolo dell’Isee,
Tagli del 5% per i ministeri, salvi i Comuni
Per poter portare in dote alla manovra risorse fresche i ministeri dovranno tagliare le spese del 5%. Dovrebbero ’salvarsi’, invece dalla dieta dimagrante gli enti locali e i Comuni.
Salva la sanità
Non sarà, in ogni caso, tagliata la spesa sanitaria. Il ministro Schillaci si è detto fiducioso che rispetto ai 5 miliardi stanziati nella scorsa legge di bilancio potrebbe esserci un aumento fino a 3 miliardi.
Contributo delle banche e delle assicurazioni
Non solo banche ma anche assicurazioni: circa 3,5 miliardi di fondi freschi dovrebbero arrivare da un contributo da parte degli istituti bancari più grandi. Sul tappeto ci sarebbe un anticipo sulle Dta (le imposte differite attive) per tre miliardi. Sembra escluso, invece, un aumento dell’Ires e dell’Irap.
Cuneo fiscale e scaglioni Irpef
La conferma del taglio del cuneo fiscale e dei tre scaglioni dell’Irpef valgono da sole oltre la metà della manovra, intorno ai 14 miliardi. Per quanto riguarda il taglio del cuneo dovrebbero essere superati alcuni difetti con una doppia azione. Dal prossimo anno potrebbe, infatti, rimanere contributivo per i redditi fino a 20mila euro, per poi trasformarsi in fiscale, con un aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente fino a 35mila euro. A quel punto partirebbe un decalage, piuttosto rapido, fino a 40mila euro. Se i fondi in arrivo dal concordato preventivo e dal ravvedimento collegato saranno sufficienti, il governo potrebbe poi ridurre l’aliquota intermedia, fino a 50mila euro di reddito, dal 35 al 33%.
Detrazioni fiscali, arriva il quoziente familiare
Le detrazioni saranno parametrate al numero dei componenti di una famiglia. L’ipotesi sarebbe quella dell’introduzione di un importo massimo che si potrà detrarre, che dovrebbe essere a sua volta modulato in base al nucleo familiare. Introducendo di fatto, viene spiegato, un primo assaggio di “quoziente familiare”. Tra le ipotesi anche quella di rivedere al ribasso la soglia di reddito oltre il quale scatta il decalage degli sconti fiscali al 19% (oggi parte da 120mila euro) ma ancora si starebbe lavorando sull’intero pacchetto. Tra le misure che vengono date per scontate l’estensione alle autonome della decontribuzione per le mamme lavoratrici con due o tre figli.
Incentivi per lavoro di giovani e donne
Nel Mezzogiorno si confermano gli incentivi all’occupazione di giovani e donne, anche ai rapporti di lavoro attivati nel biennio 2026-2027. Confermati inoltre la decontribuzione in favore delle imprese localizzate nella Zes e gli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie, la transizione digitale ed ecologica. Si confermano i fringe benefits, con importi maggiorati per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri. Si conferma, anche per il triennio 2025-2027, la tassazione agevolata al 5% dei premi di produttività ai lavoratori.
Fringe benefit
Si punta ad una conferma, ma con qualche ritocco, anche per la misura sui sostegni aziendali. L’ultima legge di bilancio ha portato la soglia di esenzione dei fringe benefit a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico e a 1.000 euro per tutti gli altri (aprendo alla possibilità di usarli anche per pagare l’affitto o il mutuo prima casa).
Bonus ristrutturazioni
Si va verso la proroga nel 2025 del bonus ristrutturazioni al 50% sulla prima casa evitando così che da gennaio l’agevolazione fiscale scenda al 36% da gennaio.
Pensioni
Nulla da fare per riforme strutturali su questo fronte ma si lavora, comunque, per confermare la piena indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione. E a un aumento delle pensioni minime. Tra le ipotesi circolate c’è anche quella di un perfezionamento del cosiddetto bonus Maroni, con incentivi a chi sceglie di rimanere al lavoro anche avendo i requisiti per il pensionamento. Non esclusa anche una spinta alla previdenza complementare con l’introduzione di un semestre di silenzio assenso. * CONTRATTI DELLA P.A. - Come ha confermato il ministro Giancarlo Giorgetti la manovra stanzierà anche le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici per il 2025-27.
Mef: taglio cuneo strutturale e aliquote Irpef su 3 scaglioni
La manovra, ha comunicato il Mef al termine del Consiglio dei ministri, «proroga gli effetti della riforma fiscale e del taglio del cuneo fiscale, rendendoli strutturali, con l’accorpamento delle aliquote Irpef articolato su tre scaglioni già in vigore nell’anno in corso». Previsto inoltre il rinnovo dei contratti «mettendo da subito le risorse destinate a finanziare le procedure di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con particolare riferimento al triennio 2025-2027».
Assegno unico fuori dal calcolo dell’Isee
La manovra, ha spiegato il Mef, «rafforza il bonus destinato a supportare la frequenza di asili nido, anche prevedendo l’esclusione delle somme relative all’assegno unico universale dal computo dell’Isee».
Potenziati gli investimenti nel settore della Difesa
Il Mef ha chiarito che «il disegno di legge di bilancio stanzia anche risorse per assicurare che, successivamente al termine del Pnrr, l’andamento della spesa per investimenti pubblici sia coerente con i requisiti della nuova governance europea. In particolare, è previsto anche il potenziamento degli investimenti nel settore della difesa».
Tetto ai compensi per enti e fondazioni pubbliche
È in arrivo una stretta sui compensi dei manager di enti pubblici, fondazioni, società non quotate: secondo fonti di governo la misura è stata inserita in manovra. Questi manager non potranno guadagnare più del presidente del Consiglio, quindi all’incirca 80mila euro. Si tratterebbe di un intervento, viene spiegato, introdotto su forte input del ministro dell’Economia.
Fonte sole 24
giovedì 21 marzo 2024
Aliquote irpef 2024
Aliquote e scaglioni di reddito 2024
Ricordiamo che per l’anno 2024, per la determinazione dell’IRPEF, l’imposta lorda è calcolata applicando le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:
- 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
- 35% per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
- 43% per i redditi che superano 50.000 euro.
Si propone, di seguito, uno schema per il calcolo dell’IRPEF sulla base delle regole vigenti per il periodo d’imposta 2024.
2024 | ALIQUOTE 2024 | IMPOSTA |
fino a 28.000 euro | 23% | 23% sul reddito |
da 28.001 fino a 50.000 euro | 35% | 6.440 euro + 35% sul reddito che supera i 28.000 euro e fino a 50.000 euro |
oltre i 50.000 euro | 43% | 14.140 euro + 43% sul reddito che supera i 50.000
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