martedì 2 giugno 2026

Spese centri estivi figli

 Tra le spese detraibili ci si domanda se si possa indicare anche quelle per la frequenza dei centri estivi.

Le spese per i centri estivi non sarebbero detraibili autonomamente nel 730, come altre spese legate ai figli.

Tuttavia, occorre evidenziare che esiste un caso in cui anche tali spese rientrano tra le detrazioni al 19% e con un limite massimo spettante per figlio.

In particolare, qualora il centro estivo sia gestito da una ASD o SSD che eroga appunto corsi sportivi nell'ambito dell'attività di intrattenimento per i bambini e ragazzi, le spese di frequenza sono identiche a quelle da indicare nel Quadro E ai righi E8-E10 con il  E REVISORI /2026

Spese centri estivi: quando sono detraibili nel 730

Nel modello 730/2026 possono essere detratte anche le spese per la frequenza di centri estivi, 

Vediamo quali sono le condizioni.

Dettagliatamente, esse rientrerebbero tra le spese sostenute per la partecipazione a corsi di attività sportiva gestito da società o associazione sportiva dilettantistica.

Tali spese possono essere detratte al 19% su un massimo di 210 euro, con un rimborso massimo di 40 euro per ciascun figlio.Ricordiamo che si tratta in generale delle spese per attività sportive sostenute da genitori con figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni, purché le attività siano praticate in impianti o strutture riconosciute e regolarmente iscritte al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche.

Al fine di verificare se è possibile beneficiare della detrazione occorre appunto che il centro estivo rispetti alcuni requisiti essenziali:

deve essere gestito da una società o associazione sportiva dilettantistica, iscritta e riconosciuta dal CONI, che specifichi nella sua denominazione la finalità sportiva e dilettantistica;

l’attività offerta deve essere sportiva e svolgersi in impianti idonei e registrati, come palestre, piscine o impianti sportivi non professionistici.

Ai fini del riconoscimento della detrazione serve inoltre idonea documentazione quindi:

fattura o ricevuta rilasciata dall’associazione o società sportiva con i dati della struttura, 

la causale del pagamento, l’attività sportiva praticata, l’importo corrisposto e i dati anagrafici del figlio;

il pagamento effettuato tramite metodi tracciabili, come bonifico bancario, carta o bancomat, per evitare qualsiasi problema durante la dichiarazione fiscale.

Dettagliatamente, esse rientrerebbero tra le spese sostenute per la partecipazione a corsi di attività sportiva gestito da società o associazione sportiva dilettantistica.



mercoledì 6 maggio 2026

730 2026 invio dal 14 Maggio

 

Dichiarazione 730/2026 anno di imposta 2025

30 aprile

accesso e visualizzazione dei dati

14 maggio

modifica e/o integrazione e invio

22 giugno

ultimo giorno per annullare un 730 già inviato tramite applicativo web

30 settembre

termine ultimo per l’invio

venerdì 10 aprile 2026

730 2026 date rimborsi

 

Rimborsi: quando arrivano i soldi?


Calendario Rimborsi 730/2026 (Stima con Sostituto d'Imposta)
  • Invio entro il 31 Maggio: Rimborso in busta paga da Luglio.
  • Invio entro il 20 Giugno: Rimborso da Agosto.
  • Invio entro il 15 Luglio: Rimborso da Settembre.
  • Invio entro il 31 Agosto: Rimborso da Ottobre.
  • Invio entro il 30 Settembre (Scadenza Finale): Rimborso da Novembre/Dicembre.
  • Senza Sostituto d'Imposta: I rimborsi sono erogati direttamente dall'Agenzia delle Entrate sul conto corrente, generalmente a partire da dicembre 2026 o nei primi mesi del 2027.

mercoledì 26 novembre 2025

Pensioni novità

Pensioni: La Gestione Separata si potrà ricongiungere. SI da parte del Ministero del Lavoro
 
 
 
LE PIÙ IMPORTANTI, legale, previdenza
 
Il Ministero del Lavoro, con proprio comunicato, ha annunciato che dal 21 novembre 2025 è più semplice effettuare la ricongiunzione dei contributi di differenti gestioni separate per costruire la propria pensione.
 
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che è possibile ricongiungere i contributi:
 
verso la Gestione separata INPS da altre gestioni previdenziali;
dalla Gestione separata INPS verso altre gestioni, comprese le Casse professionali.
Quindi è possibile ricongiungere i contributi anche quando è coinvolta la Gestione separata dell’INPS. In concreto, i periodi contributivi possono essere trasferiti sia verso la Gestione separata da altre gestioni previdenziali, sia dalla Gestione separata verso altre gestioni, comprese le Casse professionali, nel rispetto delle norme che disciplinano ciascun ente.
 
In passato questa possibilità era stata esclusa perché la Gestione separata è nata fin dall’inizio interamente con il sistema contributivo, mentre altre gestioni erano ancora in una fase di transizione dal sistema retributivo al contributivo. Con il progressivo completamento di questa transizione, non vi è più motivo di tenere la Gestione separata “isolata” dalle altre forme di ricongiunzione.
 
Per il libero professionista questo significa poter valorizzare meglio tutta la propria storia contributiva. Chi ad esempio ha versato contributi sia alla propria Cassa professionale sia alla Gestione separata INPS può chiedere, nei limiti e secondo le regole previste, che tali periodi vengano riuniti, evitando che restino frammentati e poco utili ai fini della pensione. La ricongiunzione si aggiunge così alle opzioni a disposizione del professionista a fianco della totalizzazione e del cumulo.
 
Questo intervento da parte del Ministero arriva dopo che varie Sentenze dei Tribunali hanno già “spianato” la strada in tal senso e quindi, per evitare del contenzioso “inutile” e “dannoso” per le casse dello Stato, ha definitivamente dato il proprio benestare a tale possibilità.
 
Quindi si attende, da parte dell’Inps, la relativa circolare per la “stabilizzazione” di tale possibilità.
 
 
 
Fonte Ministero del Lavoro
 

lunedì 6 ottobre 2025

Rottamazione quinquies: come sarà L'intervento delle Regioni sui lavori per la rottamazione quinquies potrebbe modificare la misura. Vediamo le novità

 E' ormai noto che la rottamazione quinquies sarà inserita nella prossima legge di bilancio 2026.

Dall'iniziale annuncio nel decreto mille-proroghe, risalente ormai al mese di febbraio, i lavori sulla agevolazione prendono forma con l'avvio della manovra finanziaria.

Confrontando la nuova rottamazione con le precedenti emergono delle criticità che il Governo intende risolvere con la prossima edizione numero cinque.

Le definizioni agevolate, permettono di "fare cassa" ma il carico eccessivo delle prime due rate delle edizionio passate, ha spesso scoraggiato l’adesione da parte dei contribuenti.

Per risolvere questa distorsione, il Viceministro Leo ha dichiarato che si sta lavorando per “attenuare o eliminare il meccanismo iniziale penalizzante”, prevedendo per la edizione in arrivo, un piano di versamenti più graduale e sostenibile.

Obiettivo è quello di incentivare l’adesione dei contribuenti effettivamente interessati, senza creare difficoltà nella fase iniziale del percorso di regolarizzazione.

noltre la Rottamazione Quinquies dovrebbe prevedere un numero maggiore di rate mensili  e una tolleranza più ampia per le eventuali rate non versate in modo da evitare decadenze automatiche troppo rigide.

Vediamo maggiori dettagli.

1) Rottamazione quinquies: coma sarà

La rottamazione quinquies sarà approvata per il 2026 nella legge di bilancio.

A confermarlo è stato il Presidente della commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, che durante le votazioni del ddl di proroga della riforma fiscale è tornato sul tema specificando che “Proprio oggi in commissione Finanze abbiamo chiuso la discussione generale e fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al rientro; quindi al rientro a settembre possiamo chiudere il testo, di modo che sia pronto per essere inserito in legge di Bilancio”

Altro punto annunciato è quello del taglio dell'Iperf per il ceto medio.Secondo il Viceministro all’Economia Maurizio Leo, le due misure non sono, peraltro, incompatibili, pur se dovranno confrontarsi con le risorse a disposizione, scoglio da superare per una prossima realizzazione.

Ora, mentre il MEF è a lavoro per i documenti da presentare nel prossimo Cdm, continuano le anticipazioni sulla rottamazione quinquies.

Con buone probabilità, il calendario arriverà al massimo a otto anni, 96 rate. 

Inoltre l’idea quasi definitiva è di diversificare il piano di pagamento in base al valore del debito, riducendo quindi i tempi per le cartelle meno corpose.

Ricordiamo che le quattro precedenti rottamazioni, hanno avuto il problema delle rate troppo alte quando le somme da restituire sono consistenti. 

Rate alte soprattutto all’inizio del piano di rateizzazione hanno disincentivato l'adesione e quindi la nuova definizione agevolata dovrebbe prevedere rate tutte uguali con decadenza dopo un certo numero di mancati pagamenti

Restano sempre le ipotesi di esclusione per i contribuenti non meritevoli.

Questa sarebbe infatti la novità assoluta rispetto al passato, saranno esclusi i rottamatori di professione o contribuenti non meritevoli.In particolare tali contribuenti sono coloro i quali hanno già utilizzato le rottamazioni delle cartelle precedenti ma senza chiudere definitivamente il debito fiscale, quindi verosimilmente con il solo fine di bloccare pignoramenti o fermi amministrativi.

Quanto al perimetro degli importi che potranno rientrare nella rottamazione si dovrebbero prevedere degli anticipi per i soli debiti rilevanti.

Ad esempio per i debiti fiscali di importo superiore a 50.000 euro si valuta un anticipo obbligatorio fino al 5% dell’importo.

Il piano rateale dovrebbe inoltre prevedere, massimo 96 rate, inizialmente si era ipotizzato 120 rate mensili, e possibilità di saltare fino a 8 rate non consecutive prima della perdita del beneficio.

I debiti meno rilevanti dovrebbero essere onorati con una nuova forma di saldo e stralcio: cancellazione automatica per cartelle sotto una certa soglia.

Per tale misura non si hanno però molti dettagli.

Secondo il Viceministro Leo il lavoro tecnico sulla rottamazione numero cinque, ha individuato due priorità:

  • circoscrivere la platea, anche per ridurre i costi, concentrandosi sull’evasione nata dall'effettiva impossibilità di pagare, escludendo i recidivi,
  • favorirne l’adesione per aumentare l’efficacia del nuovo intervento.

In questa ottica si lavora per attenuare o eliminare il meccanismo iniziale, che fino ad ora ha fatto costare le prime due rate il doppio delle altre. Le ultime edizionie delle rottamazioni hanno infatti concentrato nelle prime due rate il 20% del debito da pagare, diviso in due tranche del 10% ciascuna,diluendo il restante 80% in altre 16 rate.

Si intende quindi, rivedere questa modalità in modo più lineare il piano dei versamenti.

Ora, sul tema rattomazione quinquies arriva il nodo delle Regioni.

Le Regioni all'atto dell'intesa con il Governo sulla relazione prodotta dalla Commissione tecnica per la gestione del magazzino di Equitalia hanno indicato diverse osservazioni sui lavori per la quinta edizione della definizione agevolata.

In particolare, viene specificato che "l’intervento dovrebbe prevedere contestualmente il divieto, per i soggetti beneficiari di tali “condoni”, di accedere successivamente a qualsiasi forma di finanziamento/erogazione/contributo a cura degli enti creditori. Non sarebbe irragionevole ipotizzare che eventuali finanziamenti/contributi/erogazioni futuri vengano corrisposti al beneficiario-contribuente al netto di quanto ancora dovuto al Fisco, in relazione a crediti che risultano ancora formalmente esigibili"

lunedì 30 dicembre 2024

Pensioni anticipata novita 2025

 Potenziamento Pensione anticipata contributiva a 64 anni:

Cosa cambia nel 2025....

Requisiti di accesso 2024

Per accedere alla pensione anticipata contributiva, i lavoratori devono soddisfare specifici requisiti:

- un'età minima di 64 anni;

- almeno 20 anni di contribuzione, escludendo i periodi figurativi; i lavoratori possono raggiungere questo requisito anche attraverso il cumulo contributivo previsto dall'

art. 1, comma 1 del 

D.Lgs. n. 184/1997; al cumulo possono concorrere, ai fini del diritto a pensione, anche i versamenti effettuati presso le gestioni previdenziali dei liberi professionisti, ma considerando solo le casse previdenziali che calcolano le pensioni con sistema interamente contributivo;

- l’assenza di contributi anteriori al 1996; chi risulta avere almeno un contributo al 31 dicembre 1995 può raggiungere la prestazione attraverso il computo presso la gestione Separata, accettando quindi il ricalcolo contributivo dello “spezzone” anteriore al 1996, ma deve rispettare i requisiti per il computo (almeno 15 anni di contributi complessivi, almeno un contributo ma meno di 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995, almeno 5 anni di versamenti dal 1996 in poi, almeno un mese di contribuzione accreditato presso la gestione separata dell'INPS);

- l'assegno mensile deve essere almeno pari a 3 volte l'assegno sociale, che corrisponde a 1.603,23 euro lordi (valore 2024); per le donne con un figlio, la soglia è pari a 2,8 volte, mentre scende a 2,6 volte per le donne con due o più figli.

Per la liquidazione della pensione, è necessaria l'attesa di una finestra mobile pari a tre mesi.

L'importo della pensione non può superare 5 volte il trattamento minimo, fissato attualmente a 2.993,05 euro mensili lordi. Questo limite è applicabile fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni) e rappresenta un’altra novità significativa introdotta dalla Manovra 2024, rispetto alle normative precedenti.

Nuovi requisiti di accesso 2025

In base alla modifica introdotta durate l’iter di approvazione della legge di Bilancio 2025, dal prossimo anno i requisiti di soglia e contribuzione dovrebbero variare (salvo modifiche dell’ultimo minuto precedenti all’entrata in vigore della Finanziaria).

In particolare:

- per quanto concerne l’importo soglia, concorrerebbe a raggiungere il suo importo anche la rendita eventualmente spettante dalla previdenza complementare: in sostanza, considerando un lavoratore avente diritto a una pensione di per sé insufficiente per raggiungere l’importo soglia minimo, laddove lo stesso lavoratore vanti un montante contributivo, accreditato presso un fondo di previdenza complementare, idoneo a generare una rendita integrativa almeno pari alla differenza tra l’importo soglia e la pensione Inps spettante, l’interessato raggiungerebbe comunque il diritto al pensionamento a 64 anni.

Facciamo un esempio per capire meglio, ipotizzando che l’importo soglia valido nel 2025, pari a 3 volte l’assegno sociale, sia aumentato in base alla perequazione dello 0,8%, quindi ammonti a 1.616,06 euro mensili.

Consideriamo un lavoratore avente diritto:

- a una pensione anticipata contributiva INPS, a 64 anni e 3 mesi, pari a 1.300 euro;

- a un montante dei contributi accreditati presso il fondo di previdenza complementare che dia luogo a una rendita stimata in misura pari a 350 euro al mese;

- sommando la rendita integrativa alla pensione Inps superiamo l’importo soglia minimo utile alla pensione anticipata contributiva;

- pertanto, anche se la pensione erogata dall’INPS non supera l’importo minimo, il diritto alla pensione sussisterebbe ugualmente, grazie alla previdenza complementare.

Per chi si avvale di tale facoltà, però:

- il requisito contributivo, dal 2025, passa a 25 anni e viene ulteriormente aumentato a 30 anni dal 2030;

- non è possibile lavorare sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia: in sostanza, i redditi di pensione risulteranno incompatibili con i redditi di lavoro, salvo compensi derivanti da lavoro autonomo occasionale sino a 5.000 euro lordi annui.

Inoltre, dal 2030, per tutti, l’importo soglia salirà a 3,2 volte l’assegno sociale.