mercoledì 26 novembre 2025

Pensioni novità

Pensioni: La Gestione Separata si potrà ricongiungere. SI da parte del Ministero del Lavoro
 
 
 
LE PIÙ IMPORTANTI, legale, previdenza
 
Il Ministero del Lavoro, con proprio comunicato, ha annunciato che dal 21 novembre 2025 è più semplice effettuare la ricongiunzione dei contributi di differenti gestioni separate per costruire la propria pensione.
 
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che è possibile ricongiungere i contributi:
 
verso la Gestione separata INPS da altre gestioni previdenziali;
dalla Gestione separata INPS verso altre gestioni, comprese le Casse professionali.
Quindi è possibile ricongiungere i contributi anche quando è coinvolta la Gestione separata dell’INPS. In concreto, i periodi contributivi possono essere trasferiti sia verso la Gestione separata da altre gestioni previdenziali, sia dalla Gestione separata verso altre gestioni, comprese le Casse professionali, nel rispetto delle norme che disciplinano ciascun ente.
 
In passato questa possibilità era stata esclusa perché la Gestione separata è nata fin dall’inizio interamente con il sistema contributivo, mentre altre gestioni erano ancora in una fase di transizione dal sistema retributivo al contributivo. Con il progressivo completamento di questa transizione, non vi è più motivo di tenere la Gestione separata “isolata” dalle altre forme di ricongiunzione.
 
Per il libero professionista questo significa poter valorizzare meglio tutta la propria storia contributiva. Chi ad esempio ha versato contributi sia alla propria Cassa professionale sia alla Gestione separata INPS può chiedere, nei limiti e secondo le regole previste, che tali periodi vengano riuniti, evitando che restino frammentati e poco utili ai fini della pensione. La ricongiunzione si aggiunge così alle opzioni a disposizione del professionista a fianco della totalizzazione e del cumulo.
 
Questo intervento da parte del Ministero arriva dopo che varie Sentenze dei Tribunali hanno già “spianato” la strada in tal senso e quindi, per evitare del contenzioso “inutile” e “dannoso” per le casse dello Stato, ha definitivamente dato il proprio benestare a tale possibilità.
 
Quindi si attende, da parte dell’Inps, la relativa circolare per la “stabilizzazione” di tale possibilità.
 
 
 
Fonte Ministero del Lavoro
 

lunedì 6 ottobre 2025

Rottamazione quinquies: come sarà L'intervento delle Regioni sui lavori per la rottamazione quinquies potrebbe modificare la misura. Vediamo le novità

 E' ormai noto che la rottamazione quinquies sarà inserita nella prossima legge di bilancio 2026.

Dall'iniziale annuncio nel decreto mille-proroghe, risalente ormai al mese di febbraio, i lavori sulla agevolazione prendono forma con l'avvio della manovra finanziaria.

Confrontando la nuova rottamazione con le precedenti emergono delle criticità che il Governo intende risolvere con la prossima edizione numero cinque.

Le definizioni agevolate, permettono di "fare cassa" ma il carico eccessivo delle prime due rate delle edizionio passate, ha spesso scoraggiato l’adesione da parte dei contribuenti.

Per risolvere questa distorsione, il Viceministro Leo ha dichiarato che si sta lavorando per “attenuare o eliminare il meccanismo iniziale penalizzante”, prevedendo per la edizione in arrivo, un piano di versamenti più graduale e sostenibile.

Obiettivo è quello di incentivare l’adesione dei contribuenti effettivamente interessati, senza creare difficoltà nella fase iniziale del percorso di regolarizzazione.

noltre la Rottamazione Quinquies dovrebbe prevedere un numero maggiore di rate mensili  e una tolleranza più ampia per le eventuali rate non versate in modo da evitare decadenze automatiche troppo rigide.

Vediamo maggiori dettagli.

1) Rottamazione quinquies: coma sarà

La rottamazione quinquies sarà approvata per il 2026 nella legge di bilancio.

A confermarlo è stato il Presidente della commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, che durante le votazioni del ddl di proroga della riforma fiscale è tornato sul tema specificando che “Proprio oggi in commissione Finanze abbiamo chiuso la discussione generale e fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al rientro; quindi al rientro a settembre possiamo chiudere il testo, di modo che sia pronto per essere inserito in legge di Bilancio”

Altro punto annunciato è quello del taglio dell'Iperf per il ceto medio.Secondo il Viceministro all’Economia Maurizio Leo, le due misure non sono, peraltro, incompatibili, pur se dovranno confrontarsi con le risorse a disposizione, scoglio da superare per una prossima realizzazione.

Ora, mentre il MEF è a lavoro per i documenti da presentare nel prossimo Cdm, continuano le anticipazioni sulla rottamazione quinquies.

Con buone probabilità, il calendario arriverà al massimo a otto anni, 96 rate. 

Inoltre l’idea quasi definitiva è di diversificare il piano di pagamento in base al valore del debito, riducendo quindi i tempi per le cartelle meno corpose.

Ricordiamo che le quattro precedenti rottamazioni, hanno avuto il problema delle rate troppo alte quando le somme da restituire sono consistenti. 

Rate alte soprattutto all’inizio del piano di rateizzazione hanno disincentivato l'adesione e quindi la nuova definizione agevolata dovrebbe prevedere rate tutte uguali con decadenza dopo un certo numero di mancati pagamenti

Restano sempre le ipotesi di esclusione per i contribuenti non meritevoli.

Questa sarebbe infatti la novità assoluta rispetto al passato, saranno esclusi i rottamatori di professione o contribuenti non meritevoli.In particolare tali contribuenti sono coloro i quali hanno già utilizzato le rottamazioni delle cartelle precedenti ma senza chiudere definitivamente il debito fiscale, quindi verosimilmente con il solo fine di bloccare pignoramenti o fermi amministrativi.

Quanto al perimetro degli importi che potranno rientrare nella rottamazione si dovrebbero prevedere degli anticipi per i soli debiti rilevanti.

Ad esempio per i debiti fiscali di importo superiore a 50.000 euro si valuta un anticipo obbligatorio fino al 5% dell’importo.

Il piano rateale dovrebbe inoltre prevedere, massimo 96 rate, inizialmente si era ipotizzato 120 rate mensili, e possibilità di saltare fino a 8 rate non consecutive prima della perdita del beneficio.

I debiti meno rilevanti dovrebbero essere onorati con una nuova forma di saldo e stralcio: cancellazione automatica per cartelle sotto una certa soglia.

Per tale misura non si hanno però molti dettagli.

Secondo il Viceministro Leo il lavoro tecnico sulla rottamazione numero cinque, ha individuato due priorità:

  • circoscrivere la platea, anche per ridurre i costi, concentrandosi sull’evasione nata dall'effettiva impossibilità di pagare, escludendo i recidivi,
  • favorirne l’adesione per aumentare l’efficacia del nuovo intervento.

In questa ottica si lavora per attenuare o eliminare il meccanismo iniziale, che fino ad ora ha fatto costare le prime due rate il doppio delle altre. Le ultime edizionie delle rottamazioni hanno infatti concentrato nelle prime due rate il 20% del debito da pagare, diviso in due tranche del 10% ciascuna,diluendo il restante 80% in altre 16 rate.

Si intende quindi, rivedere questa modalità in modo più lineare il piano dei versamenti.

Ora, sul tema rattomazione quinquies arriva il nodo delle Regioni.

Le Regioni all'atto dell'intesa con il Governo sulla relazione prodotta dalla Commissione tecnica per la gestione del magazzino di Equitalia hanno indicato diverse osservazioni sui lavori per la quinta edizione della definizione agevolata.

In particolare, viene specificato che "l’intervento dovrebbe prevedere contestualmente il divieto, per i soggetti beneficiari di tali “condoni”, di accedere successivamente a qualsiasi forma di finanziamento/erogazione/contributo a cura degli enti creditori. Non sarebbe irragionevole ipotizzare che eventuali finanziamenti/contributi/erogazioni futuri vengano corrisposti al beneficiario-contribuente al netto di quanto ancora dovuto al Fisco, in relazione a crediti che risultano ancora formalmente esigibili"