La tassa sui servizi che dal primo gennaio sostituirà Imu e Tares sarà
federalista, ovvero saranno i Comuni a decidere come e quanto si
pagherà. Grazie al tetto che il governo imporrà alle aliquote, il peso
sulle tasche dei cittadini non dovrebbe superare quello dell’attuale tassazione sulla casa,
ma molto resta ancora da definire. Il lavoro andrà avanti fino alla
legge di stabilità dove saranno inseriti tutti i dettagli. Il governo ha
comunque spiegato che la service tax si baserà su due
componenti. La prima – Tari – è di fatto quella che sostituisce la
Tares. Sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree
suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, calcolate in base
ai metri quadrati, saranno parametrate dal Comune a propria
discrezionalità ma nel rispetto del principio comunitario “chi inquina
paga”. La seconda componente – Tasi - sarà, ha
specificato il governo, a carico di chi occupa fabbricati e sarà il
corrispettivo pagato per i cosiddetti servizi indivisibili, come
l’illuminazione o lo stato dello strada. Anche in questo caso sarà il
Comune ad avere la massima flessibilità potendo scegliere come base
imponibile o la superficie o la rendita catastale.
La seconda parte della service tax sarà a carico sia del proprietario
(in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il
valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce
dei beni e servizi locali). Due infografiche di Centimetri sulla service tax:
Gli approfondimenti del Tesoro sulle possibili soluzioni per la riforma
dell’Imu avevano evidenziato che l’introduzione della service tax
sarebbe con ogni probabilità risultata ”neutrale dal punto di vista
finanziario”, anche tutelando le famiglie, proprietarie e locatarie, più
bisognose o numerose. In assenza di agevolazioni per i redditi più
bassi, infatti, il gettito dell’Imu ad aliquota standard (circa 3,4
miliardi di euro) e la contestuale eliminazione della maggiorazione
Tares (valutato in 1 miliardo) sarebbe assicurato da un’aliquota
dell’1,9 per mille della nuova service tax (4,3 miliardi). Introducendo
invece agevolazioni per tenere conto delle situazioni soggettive di
svantaggio, si potrebbero incassare altrettanti 4,3 miliardi con
aliquote variabili tra 1,9 e 3,4 per mille, in dipendenza della
modulazione dell’agevolazione concessa.
venerdì 30 agosto 2013
mercoledì 28 agosto 2013
Bonus assunzioni disoccupati: come funziona e come farne richiesta
Dallo scorso 1 gennaio è possibile fruire della
riduzione del 50% nella spesa per i contributi Inps: ecco quali sono le
caratteristiche di questa innovazione, e come poterne entrare in possesso.
Dallo scorso 1 gennaio 2013, grazie alla legge 92/2012, è possibile fruire di una importante agevolazione: la riduzione del 50% della spesa per i contributi che ogni datore di lavoro deve effettuare per l’assunzione di alcune particolari categorie di lavoratori.
I datori di lavoro potranno beneficiare di tale riduzione contributiva se assumeranno:
uomini o donne con almeno cinquant’anni di età e “disoccupati da oltre dodici mesi”;
donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”.In cosa consiste la riduzione della spesa contributiva
La riduzione della spesa contributiva è valida sia per quanto attiene le assunzioni a tempo determinato, che quelle a tempo indeterminato che, ulteriormente, per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato. Inoltre, l’incentivo ha validità anche per le ipotesi di part time, in caso di assunzione a scopo di somministrazione e per i soci di cooperative. La differenza consiste nella sua durata: per i contratti a tempo indeterminato, infatti, lo “sconto” ha validità per 18 mesi; per i contratti a tempo determinato la sua validità invece limitata a 12 mesi.
Come richiedere l’agevolazione
L’agevolazione può essere richiesta direttamente mediante il sito internet dell’Inps, inviando l’apposito modulo di istanza di cui alla l. 92/2012 a disposizione presso il Cassetto previdenziale Aziende. Ricordiamo, in proposito, che la comunicazione deve essere presentata prima dell’invio della denuncia contributiva dove verrà indicata la contribuzione agevolata. Per chiarimenti e dubbi, vi consigliamo di contattare l’agenzia Inps più vicina alla vostra attività.giovedì 27 giugno 2013
PRINCIPALI NOVITA’ FISCALI 2013
FATTURE EMESSE
Tra i dati identificativi è necessario inserire la partita IVA o il codice fiscale (se non soggetto IVA)
del cliente (dal 1/1/2013).
Decade l’obbligatorietà di ricominciare da 1 la numerazione per ogni esercizio. La fattura può
essere numerata: 1 , 1/2013 , 2013/1 , 13001 , ecc… (dal 1/1/2013)
Viene introdotta la possibilità di emettere una fattura “semplificata”
FATTURAZIONE OPERAZIONI EXTRATERRITORIALI
Viene esteso l’obbligo di emissione di fattura per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, territorialmente non rilevanti in Italia, effettuate nei confronti di soggetti passivi sia intracomunitari,sia extracomunitari.
Nel caso di committente comunitario la fattura dovrà recare l’annotazione “inversione contabile”;
nel caso di committente extracomunitario dovrà essere indicato “operazione non soggetta”.
Entrambe le tipologie di fattura concorreranno alla formazione del volume di affari.
Per le cessioni intracomunitarie il termine di emissione della fattura è il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna/spedizione della merce.
IVIE
L’IVIE (imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero) entra in funzione dal 2013, pertanto
l’IVIE pagata nel 2012 verrà considerata acconto per l’IVIE che si dovrà versare peri il 2013.
IRAP
Dal valore della produzione imponibile ai fini dell’IRAP si potrà dedurre:
7.500 euro (anziché 4.600) per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato;
13.500 euro (anziché 10.600) se di sesso femminile o di età inferiore ai 35 anni.
Per le aree svantaggiate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna) la
deduzione ammonta rispettivamente a 15.000 e 21.000 euro.
La deduzione “fissa” per i soggetti con valore di produzione pari o inferiore a 180.759,91 euro
ammonta a 10.500 euro (scemando sino a 2.625 euro per i valori sino a 180.999,91).
Dal 1/1/2013, perciò dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2014.
IMU
L’imposta sugli immobili diventa di esclusiva competenza comunale, esclusi gli immobili di
categoria D. Dal 1/1/2013.
AUTOVETTURE, CICLOMOTORI E MOTOCICLI
La deducibilità fiscale della auto ad uso aziendale dal 40% scende al 20%, rapportata ed un costo
massimo di acquisto di 18.075,99 euro.
Per le auto date in uso ai dipendenti dal 90% scende al 70%, valore di acquisto illimitato.
Per le auto utilizzate ad uso pubblico la deducibilità è del 100%, senza limite di valore di acquisto.
Per agenti e rappresentanti di commercio la deducibilità è dell’ 80%, rapportata ad un costo
massimo di acquisto di 25.822,84.
Per gli autocarri la deducibilità è del 100%, senza limite di valore di acquisto.
Dal 1/1/213. perciò dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2014.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Dal 1’ luglio 2013 le aziende sino a 10 addetti dovranno effettuare la valutazione dei rischi
redigendo l’apposito modello DVR, recante data certa.
ELENCO CLIENTI/FORNITORI.
Ritorna l’obbligo dell’elenco clienti-fornitori, da trasmettere al fisco entro il 30 aprile 2013
relativamente alle operazioni effettuate nel 2012.
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA
Entro il 30 giugno 2013 tutte le imprese individuali (artigiani, commercianti, imprenditori) iscritte
alla CCIAA dovranno dotarsi di una casella di posta elettronica certificata.
Al momento l’obbligo è già in atto per Società e Professionisti iscritti all’Albo.
L’obbligo non opera ancora per i professionisti non iscritti in Albi.
TARES
Dal 1/1/2013 la TARES sostituisce la TARSU e la TIA
APPALTI – PAGAMENTI
Sul ritardo oltre i 60 giorni nel pagamento di appalti pubblici e privati verranno applicati gli
interessi di mora in modo automatico e senza preavviso.
NOLEGGIO VEICOLI
Il noleggio di veicoli oltre i 30 giorni dovrà essere registrato. In vigore da dicembre dovrebbe
diventare operativo da febbraio.
TACITO RINNOVO RCA
Non hanno più effetto le clausole di tacito rinnovo sui contratti di assicurazione Responsabilità
Civile Auto. Dal 1/1/2013.
RINCARI
Posta ordinaria : 70 centesimi
Raccomandate : 3,00 euro
Bollo su conti di deposito: 0,15% / anno
Imposta sul trasferimento azioni : dal 1/1/2013 = 0,12% ; dal 1/1/2014 = 0,10%
Multe stradali = + 5,7%
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
Sino al 30/6/2013 detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni e 55% sul risparmio energetico:
dal 1/1/2013 = 36% su entrambe.
DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO
Per ciascun figlio a carico la detrazione passa da 800 a 950 euro, 1.350 euro per i figli portatori di
handicap.
INVESTIMENTI NEL CAPITALE DI START UP INNOVATIVE
Dal 1/1/2013 sino al 31/12/2015 viene riconosciuta una detrazione IRPEF del 19% (25% se in
ambito energetico) per le persone fisiche che investiranno nel capitale sociale (sino ad un massimo
di 500.000 euro per ciascun periodo di imposta) di una o più “start up” innovative.
DEDUZIONE FORFETARIA IMMOBILI AFFITTATI
La deduzione forfetaria sui redditi da locazione di immobili scende dal 15% al 5%.
giovedì 29 novembre 2012
SALDO IMU
Assieme al saldo, entro il 17 dicembre dovrà essere versato anche il conguaglio. A giugno, infatti, l’acconto è stato calcolato con le aliquote provvisorie mentre ora si dovrà tener conto delle modifiche all’imposta decise da ciascun Comune.
Le delibere comunali sono fondamentali per calcolare il saldo Imu, è possibile consultarle sul sito internet del ministero delle finanze. Nel caso in cui i Comuni non le avessero ancora pubblicate, si consiglia di utilizzare il sito internet del Comune interessato, o di rivolgersi direttamente all’ufficio tributi. Le modifiche apportate dai Comuni non sono secondarie, essi infatti hanno avuto ampi margini di manovra, e le differenze rispetto a quanto versato in acconto potrebbero essere anche rilevanti, soprattutto per quanto riguarda le seconde case.
Come calcolare il saldo
Una volta recuperata la rendita catastale, attraverso l’atto notarile o il sito del Territorio, bisogna rivalutarla del 5%.
Se ad esempio la rendita è di 700, bisognerà effettuare il seguente calcolo: 700×1,05=735
Dopodiché bisogna calcolare il valore catastale, dato dalla rendita catastale rivalutata (nel nostro esempio 735), moltiplicata per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale del fabbricato (nel nostro esempio160 735×160=117.600):
Se ad esempio la rendita è di 700, bisognerà effettuare il seguente calcolo: 700×1,05=735
Dopodiché bisogna calcolare il valore catastale, dato dalla rendita catastale rivalutata (nel nostro esempio 735), moltiplicata per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale del fabbricato (nel nostro esempio160 735×160=117.600):
- 160 per case e pertinenze, gruppo catastale A (tranne A/10), C/2, C/6 e C/7;
- 140 per i fabbricati del gruppo catastale B, C/3, C/4 e C/5;
- 80 per uffici, banche e assicurazioni, gruppo catastale A/10 e D/5;
- 60 per i fabbricati del gruppo catastale D (tranne D/5);
- 55 per i negozi, gruppo catastale C/1.
- l’aliquota decisa dal Comune, per esempio il Comune di Padova ha deliberato l’aliquota dello 0,4% per l’abitazione principale, e dell’1,02% per la seconda casa;
- eventuali detrazioni decise dal Comune (quelle di base sono 200 € + 50 € per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni).
Per le abitazioni diverse da quella principale bisogna ricordarsi di suddividere la quota comunale da quella erariale, ricordando che mentre la prima è suscettibile di modifiche da parte di ciascun comune, la seconda è invece fissa (0,38% su base annua).
Le modifiche attuate dai Comuni
Come anticipato prima, le modifiche alle aliquote e alle detrazioni stabilite da ciascun Comune riguardano la quota comunale dell’Imu, non quella erariale. Oltre all’abitazione principale, alle relative detrazioni, e alle seconde case vi sono altre fattispecie in cui i Comuni possono aver introdotto modifiche rilevanti.
Per esempio l’aliquota dell’abitazione concessa in uso gratuito ai parenti: la disciplina Imu non prevede più, come invece avveniva con l’Ici, la possibilità di assimilare l’abitazione concessa in uso gratuito all’abitazione principale. In generale, quindi, tale abitazione sconterà l’aliquota ordinaria tuttavia sono diversi i Comuni che hanno previsto comunque, per questa fattispecie, un’aliquota agevolata.
Vi sono poi le c.d. assimilazioni, ossia i casi in cui la disciplina dell’Imu prevista per le abitazioni principali si estende ad alcune fattispecie stabilite dai singoli Comuni:
Per esempio l’aliquota dell’abitazione concessa in uso gratuito ai parenti: la disciplina Imu non prevede più, come invece avveniva con l’Ici, la possibilità di assimilare l’abitazione concessa in uso gratuito all’abitazione principale. In generale, quindi, tale abitazione sconterà l’aliquota ordinaria tuttavia sono diversi i Comuni che hanno previsto comunque, per questa fattispecie, un’aliquota agevolata.
Vi sono poi le c.d. assimilazioni, ossia i casi in cui la disciplina dell’Imu prevista per le abitazioni principali si estende ad alcune fattispecie stabilite dai singoli Comuni:
- le abitazioni degli anziani e disabili lungodegenti;
- le abitazioni dei cittadini italiani residenti all’estero.
Nel caso in cui il Comune abbia previsto l’assimilazione all’abitazione principale, ad esempio per gli anziani ricoverati, in ritardo rispetto alla scadenza della prima rata, il contribuente in sede di acconto avrà versato l’Imu considerando l’immobile come seconda casa, e pertanto avrà versato anche la quota erariale. In sede di saldo, pertanto, si dovrà considerare l’immobile come abitazione principale, e nel caso in cui dovesse emergere un credito, che riguardi sia l’imposta erariale sia quella comunale, si ritiene che il rimborso possa essere chiesto per intero al Comune, considerando che nulla è stato disposto per la restituzione delle somme dovute a titolo di imposta erariale. Sul punto però di auspicano chiarimenti da parte delle Finanze.
A tutto ciò si devono poi aggiungere le eventuali agevolazioni previste per:
A tutto ciò si devono poi aggiungere le eventuali agevolazioni previste per:
- i fabbricati locati, per i quali era possibile ridurre l’aliquota fino allo 0,4%. Se la quadratura del bilancio comunale ha consentito qualche margine di manovra, i sindaci hanno generalmente scelto di ridurre la tassazione sugli affitti concordati;
- gli immobili non produttivi di reddito fondiario;
- gli immobili posseduti dai soggetti Ires;
- gli immobili merce.
Versamento
L’Imu va versata con il modello F24, e a decorrere dal 1° dicembre 2012 sarà possibile usare anche il bollettino postale (che dovrà essere approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze).
Il pagamento dovrà essere effettuato all’unità di euro, pertanto con arrotondamento:
Il pagamento dovrà essere effettuato all’unità di euro, pertanto con arrotondamento:
- per difetto, se la frazione è ≤ a 49 centesimi;
- per eccesso, se la frazione è > a 49 centesimi;
per ciascun rigo del Modello F24.
- 3912 “IMU - imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze -COMUNE”
- 3913 “IMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale - COMUNE”
- 3914 “IMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNE”
- 3915 “IMU - imposta municipale propria per i terreni – STATO”
- 3916 “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNE”
- 3917 “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - STATO”
- 3918 “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - COMUNE”
- 3919 “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - STATO”
- 3923 “IMU - imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”
- 3924 “IMU - imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”.
Per quanto riguarda, invece, l’importo minimo da versare, se il Comune non ha deliberato nulla in proposito, vale la regola statale per cui il versamento non è dovuto se l’imposta complessivamente dovuta è inferiore a 12 euro.
giovedì 15 novembre 2012
Famiglia, Imprese,Irap e Esodati ecco cosa cambia
Dopo una lunga seduta notturna, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato la legge di stabilità e la legge di Bilancio.
Fino all'ultimo momento c'è stato spazio per alcune modifiche al testo. Restano i punti saldi dell'accordo raggiunto tra il ministero dell'Economia Grilli: via la franchigia (che avrebbe pesato sulle famiglie con redditi medio-bassi), stop al tetto alle detrazioni. Addio al calo dell'Irpef. In compenso l'Iva rimarra al 10% per l'aliquota più bassa, mentre aumenterà dal 21 al 22% quella più elevata. In extremis entrano nell'emendamento anche altre misure, che rendono il provvedimento più progressivo (cioè più leggero per le famiglie più povere) e alleggeriscono il carico fiscale in base al numero dei figli. Con alcune novità delle ultime ore.
FAMIGLIE - Cresce il contributo destinato alle famiglie. Cambiano le detrazioni per i carichi familiari: per i figli con più di tre anni si passa a 950 euro. Il ritocco più consistente è arrivato per i figli con meno tre anni: lo sconto Irpef, che già ieri un emendamento aveva aumentato da 900 a 1080 euro, arriverà a 1220. Vantaggi più consistenti per le famiglie con due figli a carico e redditi inferiori ai 30 mila euro l'anno. Le deduzioni, secondo un progressività piuttosto accentutata, tendono a diminuire con l'aumento del reddito.
IMPRESE - Non solo tagli. Confermate le misure che mirano ad alleggerire il carico fiscale delle imprese. La prima riguarda la produttività: oltre al miliardo e 600 milioni già previsto, arriveranno altri 800 milioni tra il 2014 e il 2015. Resta però l'incognita dell'accordo tra imprese e sindacati, condizione essenziale per sbloccare i fondi. Tasse più leggere anche grazie al miliardo stanziato per ridurre l''Irap dal 2014. Le deduzioni per lavoratore dipendente salgono a 7.500 da 4.600 euro, a 13.500 da 10.600 le deduzioni per i lavoratori di sesso femminile e di età inferiore ai 35 anni. Nel caso di assunzioni nel Mezzogiorno, le deduzioni salgono a 15.000 e a 21.000 euro dai livelli attuali di 9.200 e 15.200.
STRETTA SU FALSI INVALIDI - Mezzo di milione di nuove verifiche in tre anni per scovare i falsi invalidi civili nel prossimo triennio
CUD PER VIA TELEMATICA - A partire dal 2013 gli enti previdenziali rendono disponibile il Cud in modalita' telematica.
FAMIGLIE - Cresce il contributo destinato alle famiglie. Cambiano le detrazioni per i carichi familiari: per i figli con più di tre anni si passa a 950 euro. Il ritocco più consistente è arrivato per i figli con meno tre anni: lo sconto Irpef, che già ieri un emendamento aveva aumentato da 900 a 1080 euro, arriverà a 1220. Vantaggi più consistenti per le famiglie con due figli a carico e redditi inferiori ai 30 mila euro l'anno. Le deduzioni, secondo un progressività piuttosto accentutata, tendono a diminuire con l'aumento del reddito.
IMPRESE - Non solo tagli. Confermate le misure che mirano ad alleggerire il carico fiscale delle imprese. La prima riguarda la produttività: oltre al miliardo e 600 milioni già previsto, arriveranno altri 800 milioni tra il 2014 e il 2015. Resta però l'incognita dell'accordo tra imprese e sindacati, condizione essenziale per sbloccare i fondi. Tasse più leggere anche grazie al miliardo stanziato per ridurre l''Irap dal 2014. Le deduzioni per lavoratore dipendente salgono a 7.500 da 4.600 euro, a 13.500 da 10.600 le deduzioni per i lavoratori di sesso femminile e di età inferiore ai 35 anni. Nel caso di assunzioni nel Mezzogiorno, le deduzioni salgono a 15.000 e a 21.000 euro dai livelli attuali di 9.200 e 15.200.
Viene istituito un fondo, con una dotazione di 248 milioni nel 2014 e di 292 nel 2015, che mira a escludere dal pagamento dell'Irap i piccoli imprenditori che non hanno lavoratori dipendenti e che impiegano beni strumentali di valore non superiore a una soglia da determinare con uno specifico decreto attuativo.
CUNEO FISCALE- Dal 2014 ci sarà anche un taglio al cuneo fiscale per circa 1,4 miliardi di euro.
IVA E IRPEF - L'ultima versione del testo conferma l'intesa raggiunta tra i relatori della legge e il ministro Grilli due settimane fa: Saltano il taglio dell'Irpef sui redditi fino a 28.000 euro, la franchigia di 250 euro su deduzioni e detrazioni e il tetto di 3 mila euro alle spese detraibili. Secondo i primi calcoli, franchigia e tetto avrebbero penalizzato soprattutto i redditi medio-bassi, con un effetto regressivo. Gli emendamenti tendono a riequilibrare la situazione. L'aliquota Iva resta ferma al 10% mentre l'aliquota ordinaria del 21% salirà al 22% dal mese di luglio del 2013.
PIU' ESODATI TUTELATI - Saranno 10.130, secondo la Ragioneria dello Stato, gli esodati salvaguardati dalla legge di stabilita', oltre ai 120mila gia' tutelati dagli altri provvedimenti. I 100 milioni necessari arriveranno dalle risorse gia' stanziate ma non ancora utilizzate. Monitoraggio entro il 30 settembre 2013 e, nel caso fossero necessarie risorse aggiuntive, stop alla rivalutazione delle pensioni 6 volte superiori alla minima.
ANTICIPAZIONE DEL FONDO TAGLIA-TASSE - Gia' dal prossimo anno il Governo in sede di Def valutera' il il gettito della lotta all'evasione del 2012 per finanziare il fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale di famiglie e imprese.
SCUOLA, STOP AUMENTO ORARIO DOCENTI - Stop all'aumento dell'orario di presenza a scuola dei professori che, secondo il testo uscito da Palazzo Chigi, sarebbe invece passato da 18 a 24 ore. A copertura anche la chiusura di una delle sedi del ministero dell'Istruzione, in viale Kennedy a Roma. Prevista una riduzione di distacchi e permessi sindacali per docenti e personale scolastico, dei fondi per il progetto 'smart city' e dei Fondi First e Trin. 47,5 milioni in meno anche per il fondo per l'offerta formativa.
PATTO DI STABILITA' - Deroga al patto di stabilita' interno per i Comuni colpiti da dissesto idrogeologico.
FONDO PER RICERCA PMI - Credito d'imposta per imprese che affidano attivita' di ricerca e sviluppo a universita', enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, ovvero che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo.
BELICE - Dieci milioni nel 2013 per le zone colpite dal terremoto del Belice, di oltre 40 anni fa, per definire le contenzioni in atto.
STOP RISPARMI SU ILLUMINAZIONE - Stralciata per motivi di sicurezza la cosiddetta 'operazione cieli bui', che prevedeva lo spegnimento parziale dell'illuminazione notturna nei centri abitati.STRETTA SU FALSI INVALIDI - Mezzo di milione di nuove verifiche in tre anni per scovare i falsi invalidi civili nel prossimo triennio
CUD PER VIA TELEMATICA - A partire dal 2013 gli enti previdenziali rendono disponibile il Cud in modalita' telematica.
Il provvedimento potrebbe arrivare in aula già oggi, intorno alle 15.
martedì 6 novembre 2012
Apprendistato: una circolare dell’INPS sulle modalità per ottenere lo sgravio contributivo
L’Istituto di previdenza, con la circolare n. 128 del 02/11/2012, ha fornito le indicazioni per ottenere gli sgravi contributivi in relazione all’assunzione di apprendisti. La legge n. 183 del 12 novembre 2011 ha previsto, all’articolo 22, l’azzeramento dei contributi a carico del datore di lavoro per i contratti di apprendistato stipulati dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 da datori di lavoro che occupano fino a nove dipendenti. Per utilizzare questa agevolazione sono state indicate le modalità operative cui aspetti rilevanti riguardano: la definizione e la disciplina generale; la regolamentazione; i limiti quantitativi; la clausola di stabilizzazione; lo sgravio contributivo; la regola “de minimis”.
lunedì 15 ottobre 2012
Tassate pensioni e assegni d'invalidità oltre 15 mila euro di reddito
LE SORPRESE DEL RIORDINO FISCALE
Non solo il giro di vite sulle detrazioni e le deduzioni fiscali. Con la crisi e l'esigenza del pareggio di bilancio le maglie del fisco si stringono anche su molte rendite rimaste finora protette dall'imposizione tributaria, e che da domani, per la maggioranza dei contribuenti italiani, saranno tassate. È il caso, ad esempio, dei capitali riscossi in caso di morte in funzione dei contratti di assicurazione sulla vita. Ma anche delle pensioni e delle indennità di accompagnamento per gli invalidi, le pensioni di guerra di ogni genere, gli assegni previdenziali reversibili, le tredicesime e le indennità dei ciechi civili, le pensioni privilegiate dei militari, quelle connesse alle decorazioni all'Ordine militare, e perfino i "soprassoldi" (così ancora si chiamano gli assegni mensili) legati alle medaglie al Valor militare. Tutte queste prestazioni non saranno più esentasse, come oggi, ma sottoposte all'imposizione progressiva dell'Irpef per tutti i contribuenti che dichiarano oltre 15 mila euro annui lordi.
Il tetto dei 15 mila euro di reddito vale anche per continuare a godere dell'esenzione fiscale prevista da una legge del 1973 sui «capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita». Le somme versate dalle compagnie assicurative a titolo di capitale, per chi dichiara oltre 15 mila euro, saranno dunque sottoposte «all'imposta sul reddito delle persone fisiche e alle imposte locali sui redditi». Perdono l'esenzione fiscale, sempre per i contribuenti con i redditi oltre il limite, le pensioni privilegiate militari, ovvero quelle riconosciute ai militari di leva invalidi per cause di servizio, che finora erano esenti in quanto considerate "risarcitorie". Esattamente come le pensioni di guerra (l'Inps ne paga 300 mila l'anno, un quarto delle quali supera i 2 mila euro mensili) riconosciute agli ex combattenti, ai partigiani, ai mutilati e agli invalidi di guerra, così come alle vedove e agli orfani, e che da domani saranno anch'esse tassate.
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