mercoledì 19 febbraio 2014

CUD 2014

Conto alla rovescia per il CUD 2014, che datori di lavoro ed enti pensionistici devono consegnare a lavoratori e pensionati per certificare i redditi percepiti nel 2013 e le ritenute operate: consueta scadenza, 28 febbraio. I sostituti d’imposta consegnano la Certificazione Unica dei redditi da lavoro Dipendente – a dipendenti, pensionati e percettori di redditi assimilati – in duplice copia, cartacea o elettronica (se il destinatario comunica di avere gli strumenti per riceverlo in tale formato).

CUD online o cartaceo

  • Dipendente. Scatta l’obbligo la consegna del CUD cartaceo qualora il dipendente sia deceduto (certificazione agli eredi) o abbia cessato il rapporto di lavoro. In quest’ultimo caso, si può chiedere il CUD entro 12 giorni dalla conclusione del contratto (senza aspettare il 28 febbraio successivo).
  • Pensionato. Dal 2013 gli enti pensionistici non spediscono più il CUD a casa ma lo rendono disponibile in formato elettronico, per la consultazione telematica via web o cartacea presso i patronati autorizzati.

Novità 2014

  • Copertina: indice delle istruzioni di compilazione.
  • Punto 11 (sospensione versamenti tributari per eventi eccezionali): codice 2: alluvionati della Sardegna; codice 3: residenti a Linosa e Lampedusa; codice 4: contribuenti colpiti da altri eventi eccezionali.
  • Punto 102 (detrazioni per familiari a carico di cui all’articolo 1, comma 12 del Tuir): nuovo codice AC da utilizzare (indicandolo nelle annotazioni) se il rapporto di lavoro è inferiore all’anno solare e le detrazioni sono calcolate sul periodo di lavoro effettivo.
  • Punti da 120 a 127: ampliate le voci relative alla previdenza complementare.
  • Punto 129 (erogazioni liberali): in alcuni casi la detrazione sale al 24% (in annotazione con codice AZ); nuova detrazione 19% per versamenti al Fondo ammortamento titoli di Stato.
  • Punti da 251 a 255: (salario di produttività): è possibile applicare imposta fissa del 10% se il dipendente ha reddito fino a 40mila euro e il premio non supera 2.500 euro, ma si può scegliere anche la tassazione ordinaria se più conveniente. Nel primo caso si compilano i punti 251 e 252 (nelle annotazione codice è BX), nel secondo i punti 251 e 254 (nelle annotazioni codice AF).

mercoledì 11 dicembre 2013

Seconda rata Imu e 'mini-Imu’, chi e quanto deve pagare

 
L’ultimo provvedimento registrato è l'abolizione della seconda rata dell’Imu per le abitazioni principali, ma i cittadini residenti nei Comuni che hanno innalzato le aliquote nel 2013 sono chiamati a versare una ‘mini-Imu’; il gettito in surplus che ne deriva, stando alla Legge di Stabilità, risulta coperto dallo Stato per una quota pari al 60%, ma che procedimento bisogna utilizzare per calcolare questa quota? L’Imu ‘standard’ si calcola sulla base dell'aliquota al 4 per mille del valore catastale, ma nel 2013, però, come già sottolineato, in molti Comuni l’aliquota base del 4 per mille è stata innalzata (il massimo di incremento consentito ammonta al 6 per mille): in definitiva urge un altro tipo di calcolo. L’Imu dovuta nel 2013 è data dall'imposizione al valore catastale della nuova aliquota maggiorata, ma adesso va impostata la differenza tra l'Imu maggiorata del 2013 e quella cosiddetta 'standard'; il 40% di quell'importo va coperto dai cittadini, che dovranno versarlo il prossimo 16 gennaio.

Imu sulla seconda casa ed entrata in vigore dell’Iuc: ecco chi e quanto paga

I proprietari di seconde case e abitati catalogati come abitazioni signorili, ville e castelli devono affrettarsi perché il tempo a loro disposizione (16 dicembre) volge al termine; per sapere quanto devono  pagare è necessario verificare quali siano le aliquote vigenti, con i relativi Comuni che avrebbero dovuto provvedere stabilendone l’ammontare entro la fine dello scorso mese (hanno però tempo fino al 9 dicembre per ultimare la pubblicazione). Una formula universale per il calcolo dunque non esiste, dato che la quota da pagare varia da Comune a Comune sulla base dell’esatto ammontare deliberato da ciascuno.

La Legge di Stabilità ha nel frattempo introdotto la Iuc, la nuova Imposta unica comunale che accorpa l’Imu e le due componenti su servizi comunali e rifiuti (la Tari e la Tasi). La reale criticità è costituita dal fatto che la Iuc non potrà incidere oltre il 10,6 per mille ma questo livello è già stato raggiunto in molti Comuni come prelievo Imu applicato alle seconde case.

venerdì 30 agosto 2013

SERVICE TAX

La tassa sui servizi che dal primo gennaio sostituirà Imu e Tares sarà federalista, ovvero saranno i Comuni a decidere come e quanto si pagherà. Grazie al tetto che il governo imporrà alle aliquote, il peso sulle tasche dei cittadini non dovrebbe superare quello dell’attuale tassazione sulla casa, ma molto resta ancora da definire. Il lavoro andrà avanti fino alla legge di stabilità dove saranno inseriti tutti i dettagli. Il governo ha comunque spiegato che la service tax si baserà su due componenti. La prima – Tari – è di fatto quella che sostituisce la Tares. Sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, calcolate in base ai metri quadrati, saranno parametrate dal Comune a propria discrezionalità ma nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”. La seconda componente – Tasi - sarà, ha specificato il governo, a carico di chi occupa fabbricati e sarà il corrispettivo pagato per i cosiddetti servizi indivisibili, come l’illuminazione o lo stato dello strada. Anche in questo caso sarà il Comune ad avere la massima flessibilità potendo scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. La seconda parte della service tax sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali). Due infografiche di Centimetri sulla service tax:
 Gli approfondimenti del Tesoro sulle possibili soluzioni per la riforma dell’Imu avevano evidenziato che l’introduzione della service tax sarebbe con ogni probabilità risultata ”neutrale dal punto di vista finanziario”, anche tutelando le famiglie, proprietarie e locatarie, più bisognose o numerose. In assenza di agevolazioni per i redditi più bassi, infatti, il gettito dell’Imu ad aliquota standard (circa 3,4 miliardi di euro) e la contestuale eliminazione della maggiorazione Tares (valutato in 1 miliardo) sarebbe assicurato da un’aliquota dell’1,9 per mille della nuova service tax (4,3 miliardi). Introducendo invece agevolazioni per tenere conto delle situazioni soggettive di svantaggio, si potrebbero incassare altrettanti 4,3 miliardi con aliquote variabili tra 1,9 e 3,4 per mille, in dipendenza della modulazione dell’agevolazione concessa.

mercoledì 28 agosto 2013

Bonus assunzioni disoccupati: come funziona e come farne richiesta

Dallo scorso 1 gennaio è possibile fruire della riduzione del 50% nella spesa per i contributi Inps: ecco quali sono le caratteristiche di questa innovazione, e come poterne entrare in possesso.
inps
Dallo scorso 1 gennaio 2013, grazie alla legge 92/2012, è possibile fruire di una importante agevolazione: la riduzione del 50% della spesa per i contributi che ogni datore di lavoro deve effettuare per l’assunzione di alcune particolari categorie di lavoratori.

I datori di lavoro potranno beneficiare di tale riduzione contributiva se assumeranno:
uomini o donne con almeno cinquant’anni di età e “disoccupati da oltre dodici mesi”;
donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito  da almeno sei mesi”;
donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito  da almeno sei mesi”;
donne di qualsiasi età,  ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”.In cosa consiste la riduzione della spesa contributiva
La riduzione della spesa contributiva è valida sia per quanto attiene le assunzioni a tempo determinato, che quelle a tempo indeterminato che, ulteriormente, per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato. Inoltre, l’incentivo ha validità anche per le ipotesi di part time, in caso di assunzione a scopo di somministrazione e per i soci di cooperative. La differenza consiste nella sua durata: per i contratti a tempo indeterminato, infatti, lo “sconto” ha validità per 18 mesi; per i contratti a tempo determinato la sua validità invece limitata a 12 mesi.

Come richiedere l’agevolazione

L’agevolazione può essere richiesta direttamente mediante il sito internet dell’Inps, inviando l’apposito modulo di istanza di cui alla l. 92/2012 a disposizione presso il Cassetto previdenziale Aziende. Ricordiamo, in proposito, che la comunicazione deve essere presentata prima dell’invio della denuncia contributiva dove verrà indicata la contribuzione agevolata. Per chiarimenti e dubbi, vi consigliamo di contattare l’agenzia Inps più vicina alla vostra attività.

giovedì 27 giugno 2013

PRINCIPALI NOVITA’ FISCALI 2013




FATTURE EMESSE
Tra i dati identificativi è necessario inserire la partita IVA o il codice fiscale (se non soggetto IVA)
del cliente (dal 1/1/2013).
Decade l’obbligatorietà di ricominciare da 1 la numerazione per ogni esercizio. La fattura può
essere numerata: 1 , 1/2013 , 2013/1 , 13001 , ecc… (dal 1/1/2013)
Viene introdotta la possibilità di emettere una fattura “semplificata”
FATTURAZIONE OPERAZIONI EXTRATERRITORIALI
Viene esteso l’obbligo di emissione di fattura per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, territorialmente non rilevanti in Italia, effettuate nei confronti di soggetti passivi sia intracomunitari,sia extracomunitari.
Nel caso di committente comunitario la fattura dovrà recare l’annotazione “inversione contabile”;
nel caso di committente extracomunitario dovrà essere indicato “operazione non soggetta”.
Entrambe le tipologie di fattura concorreranno alla formazione del volume di affari.
Per le cessioni intracomunitarie il termine di emissione della fattura è il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna/spedizione della merce.
IVIE
L’IVIE (imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero) entra in funzione dal 2013, pertanto
l’IVIE pagata nel 2012 verrà considerata acconto per l’IVIE che si dovrà versare peri il 2013.
IRAP
Dal valore della produzione imponibile ai fini dell’IRAP si potrà dedurre:
7.500 euro (anziché 4.600) per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato;
13.500 euro (anziché 10.600) se di sesso femminile o di età inferiore ai 35 anni.
Per le aree svantaggiate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna) la
deduzione ammonta rispettivamente a 15.000 e 21.000 euro.
La deduzione “fissa” per i soggetti con valore di produzione pari o inferiore a 180.759,91 euro
ammonta a 10.500 euro (scemando sino a 2.625 euro per i valori sino a 180.999,91).
Dal 1/1/2013, perciò dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2014.
IMU
L’imposta sugli immobili diventa di esclusiva competenza comunale, esclusi gli immobili di
categoria D. Dal 1/1/2013.
AUTOVETTURE, CICLOMOTORI E MOTOCICLI
La deducibilità fiscale della auto ad uso aziendale dal 40% scende al 20%, rapportata ed un costo
massimo di acquisto di 18.075,99 euro.
Per le auto date in uso ai dipendenti dal 90% scende al 70%, valore di acquisto illimitato.
Per le auto utilizzate ad uso pubblico la deducibilità è del 100%, senza limite di valore di acquisto.
Per agenti e rappresentanti di commercio la deducibilità è dell’ 80%, rapportata ad un costo
massimo di acquisto di 25.822,84.
Per gli autocarri la deducibilità è del 100%, senza limite di valore di acquisto.
Dal 1/1/213. perciò dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2014.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Dal 1’ luglio 2013 le aziende sino a 10 addetti dovranno effettuare la valutazione dei rischi
redigendo l’apposito modello DVR, recante data certa.
ELENCO CLIENTI/FORNITORI.
Ritorna l’obbligo dell’elenco clienti-fornitori, da trasmettere al fisco entro il 30 aprile 2013
relativamente alle operazioni effettuate nel 2012.
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA
Entro il 30 giugno 2013 tutte le imprese individuali (artigiani, commercianti, imprenditori) iscritte
alla CCIAA dovranno dotarsi di una casella di posta elettronica certificata.
Al momento l’obbligo è già in atto per Società e Professionisti iscritti all’Albo.
L’obbligo non opera ancora per i professionisti non iscritti in Albi.
TARES
Dal 1/1/2013 la TARES sostituisce la TARSU e la TIA
APPALTI – PAGAMENTI
Sul ritardo oltre i 60 giorni nel pagamento di appalti pubblici e privati verranno applicati gli
interessi di mora in modo automatico e senza preavviso.
NOLEGGIO VEICOLI
Il noleggio di veicoli oltre i 30 giorni dovrà essere registrato. In vigore da dicembre dovrebbe
diventare operativo da febbraio.
TACITO RINNOVO RCA
Non hanno più effetto le clausole di tacito rinnovo sui contratti di assicurazione Responsabilità
Civile Auto. Dal 1/1/2013.
RINCARI
Posta ordinaria : 70 centesimi
Raccomandate : 3,00 euro
Bollo su conti di deposito: 0,15% / anno
Imposta sul trasferimento azioni : dal 1/1/2013 = 0,12% ; dal 1/1/2014 = 0,10%
Multe stradali = + 5,7%
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
Sino al 30/6/2013 detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni e 55% sul risparmio energetico:
dal 1/1/2013 = 36% su entrambe.
DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO
Per ciascun figlio a carico la detrazione passa da 800 a 950 euro, 1.350 euro per i figli portatori di
handicap.
INVESTIMENTI NEL CAPITALE DI START UP INNOVATIVE
Dal 1/1/2013 sino al 31/12/2015 viene riconosciuta una detrazione IRPEF del 19% (25% se in
ambito energetico) per le persone fisiche che investiranno nel capitale sociale (sino ad un massimo
di 500.000 euro per ciascun periodo di imposta) di una o più “start up” innovative.
DEDUZIONE FORFETARIA IMMOBILI AFFITTATI
La deduzione forfetaria sui redditi da locazione di immobili scende dal 15% al 5%.

giovedì 29 novembre 2012

SALDO IMU

Assieme al saldo, entro il 17 dicembre dovrà essere versato anche il conguaglio. A giugno, infatti, l’acconto è stato calcolato con le aliquote provvisorie mentre ora si dovrà tener conto delle modifiche all’imposta decise da ciascun Comune.

Le delibere comunali sono fondamentali per calcolare il saldo Imu, è possibile consultarle sul sito internet del ministero delle finanze. Nel caso in cui i Comuni non le avessero ancora pubblicate, si consiglia di utilizzare il sito internet del Comune interessato, o di rivolgersi direttamente all’ufficio tributi. Le modifiche apportate dai Comuni non sono secondarie, essi infatti hanno avuto ampi margini di manovra, e le differenze rispetto a quanto versato in acconto potrebbero essere anche rilevanti, soprattutto per quanto riguarda le seconde case.

Come calcolare il saldo

Una volta recuperata la rendita catastale, attraverso l’atto notarile o il sito del Territorio, bisogna rivalutarla del 5%.
Se ad esempio la rendita è di 700, bisognerà effettuare il seguente calcolo: 700×1,05=735
Dopodiché bisogna calcolare il valore catastale, dato dalla rendita catastale rivalutata (nel nostro esempio 735), moltiplicata per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale del fabbricato (nel nostro esempio160 735×160=117.600):
  • 160 per case e pertinenze, gruppo catastale A (tranne A/10), C/2, C/6 e C/7;
  • 140 per i fabbricati del gruppo catastale B, C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per uffici, banche e assicurazioni, gruppo catastale A/10 e D/5;
  • 60 per i fabbricati del gruppo catastale D (tranne D/5);
  • 55 per i negozi, gruppo catastale C/1.
Il passo successivo sarà quello di individuare: 
  • l’aliquota decisa dal Comune, per esempio il Comune di Padova ha deliberato l’aliquota dello 0,4% per l’abitazione principale, e dell’1,02% per la seconda casa;
  • eventuali detrazioni decise dal Comune (quelle di base sono 200 € + 50 € per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni).
A questo punto al valore catastale prima calcolato bisogna applicare le aliquote e le detrazioni previste dal Comune, e decurtare le somme versate a titolo di acconto. Nel nostro esempio: 117.600×0,4%-200=270,4-135=135,4(abitazione principale)
Per le abitazioni diverse da quella principale bisogna ricordarsi di suddividere la quota comunale da quella erariale, ricordando che mentre la prima è suscettibile di modifiche da parte di ciascun comune, la seconda è invece fissa (0,38% su base annua).
 

Le modifiche attuate dai Comuni

Come anticipato prima, le modifiche alle aliquote e alle detrazioni stabilite da ciascun Comune riguardano la quota comunale dell’Imu, non quella erariale. Oltre all’abitazione principale, alle relative detrazioni, e alle seconde case vi sono altre fattispecie in cui i Comuni possono aver introdotto modifiche rilevanti.
Per esempio l’aliquota dell’abitazione concessa in uso gratuito ai parenti: la disciplina Imu non prevede più, come invece avveniva con l’Ici, la possibilità di assimilare l’abitazione concessa in uso gratuito all’abitazione principale. In generale, quindi, tale abitazione sconterà l’aliquota ordinaria tuttavia sono diversi i Comuni che hanno previsto comunque, per questa fattispecie, un’aliquota agevolata.
Vi sono poi le c.d. assimilazioni, ossia i casi in cui la disciplina dell’Imu prevista per le abitazioni principali si estende ad alcune fattispecie stabilite dai singoli Comuni:
  • le abitazioni degli anziani e disabili lungodegenti;
  • le abitazioni dei cittadini italiani residenti all’estero.
Nel caso in cui il Comune abbia previsto l’assimilazione all’abitazione principale, ad esempio per gli anziani ricoverati, in ritardo rispetto alla scadenza della prima rata, il contribuente in sede di acconto avrà versato l’Imu considerando l’immobile come seconda casa, e pertanto avrà versato anche la quota erariale. In sede di saldo, pertanto, si dovrà considerare l’immobile come abitazione principale, e nel caso in cui dovesse emergere un credito, che riguardi sia l’imposta erariale sia quella comunale, si ritiene che il rimborso possa essere chiesto per intero al Comune, considerando che nulla è stato disposto per la restituzione delle somme dovute a titolo di imposta erariale. Sul punto però di auspicano chiarimenti da parte delle Finanze.
A tutto ciò si devono poi aggiungere le eventuali agevolazioni previste per:
  • i fabbricati locati, per i quali era possibile ridurre l’aliquota fino allo 0,4%. Se la quadratura del bilancio comunale ha consentito qualche margine di manovra, i sindaci hanno generalmente scelto di ridurre la tassazione sugli affitti concordati;
  • gli immobili non produttivi di reddito fondiario;
  • gli immobili posseduti dai soggetti Ires;
  • gli immobili merce.
In considerazione di questa ampia potestà regolamentare, i contribuenti devono necessariamente consultare le delibere del proprio Comune, per non commettere errori nel versamento.
 

Versamento

L’Imu va versata con il modello F24, e a decorrere dal 1° dicembre 2012 sarà possibile usare anche il bollettino postale (che dovrà essere approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze).
Il pagamento dovrà essere effettuato all’unità di euro, pertanto con arrotondamento:
  • per difetto, se la frazione è ≤ a 49 centesimi;
  • per eccesso, se la frazione è > a 49 centesimi;
    per ciascun rigo del Modello F24.
Per il versamento sono stati istituiti, con la Risoluzione 12.4.2012 n. 35/E, i seguenti codici tributo:
  • 3912 “IMU - imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze -COMUNE”
  • 3913 “IMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale - COMUNE”
  • 3914 “IMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNE”
  • 3915 “IMU - imposta municipale propria per i terreni – STATO”
  • 3916 “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNE”
  • 3917 “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - STATO”
  • 3918 “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - COMUNE”
  • 3919 “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - STATO”
  • 3923 “IMU - imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”
  • 3924 “IMU - imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”.
Per quanto riguarda, invece, l’importo minimo da versare, se il Comune non ha deliberato nulla in proposito, vale la regola statale per cui il versamento non è dovuto se l’imposta complessivamente dovuta è inferiore a 12 euro.

giovedì 15 novembre 2012

Famiglia, Imprese,Irap e Esodati ecco cosa cambia

Dopo una lunga seduta notturna, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato la legge di stabilità e la legge di Bilancio. 

Fino all'ultimo momento c'è stato spazio per alcune modifiche al testo. Restano i punti saldi dell'accordo raggiunto tra il ministero dell'Economia Grilli: via la franchigia (che avrebbe pesato sulle famiglie con redditi medio-bassi), stop al tetto alle detrazioni. Addio al calo dell'Irpef. In compenso l'Iva rimarra al 10% per l'aliquota più bassa, mentre aumenterà dal 21 al 22% quella più elevata. In extremis entrano nell'emendamento anche altre misure, che rendono il provvedimento più progressivo (cioè più leggero per le famiglie più povere) e alleggeriscono il carico fiscale in base al numero dei figli. Con alcune novità delle ultime ore.
FAMIGLIE - Cresce il contributo destinato alle famiglie. Cambiano le detrazioni per i carichi familiari: per i figli con più di tre anni si passa a 950 euro. Il ritocco più consistente è arrivato per i figli con meno tre anni: lo sconto Irpef, che già ieri un emendamento aveva aumentato da 900 a 1080 euro, arriverà a 1220. Vantaggi più consistenti per le famiglie con due figli a carico e redditi inferiori ai 30 mila euro l'anno. Le deduzioni, secondo un progressività piuttosto accentutata, tendono a diminuire con l'aumento del reddito.           
IMPRESE - Non solo tagli. Confermate le misure che mirano ad alleggerire il carico fiscale delle imprese. La prima riguarda la produttività: oltre al miliardo e 600 milioni già previsto, arriveranno altri 800 milioni tra il 2014 e il 2015. Resta però l'incognita dell'accordo tra imprese e sindacati, condizione essenziale per sbloccare i fondi. Tasse più leggere anche grazie al miliardo stanziato per ridurre l''Irap dal 2014. Le deduzioni per lavoratore dipendente salgono a 7.500 da 4.600 euro, a 13.500 da 10.600 le deduzioni per i lavoratori di sesso femminile e di età inferiore ai 35 anni. Nel caso di assunzioni nel Mezzogiorno, le deduzioni salgono a 15.000 e a 21.000 euro dai livelli attuali di 9.200 e 15.200.
Viene istituito un fondo, con una dotazione di 248 milioni nel 2014 e di 292 nel 2015, che mira a escludere dal pagamento dell'Irap i piccoli imprenditori che non hanno lavoratori dipendenti e che impiegano beni strumentali di valore non superiore a una soglia da determinare con uno specifico decreto attuativo.
CUNEO FISCALE- Dal 2014 ci sarà anche un taglio al cuneo fiscale per circa 1,4 miliardi di euro.
IVA E IRPEF - L'ultima versione del testo conferma l'intesa raggiunta tra i relatori della legge e il ministro Grilli due settimane fa: Saltano il taglio dell'Irpef sui redditi fino a 28.000 euro, la franchigia di 250 euro su deduzioni e detrazioni e il tetto di 3 mila euro alle spese detraibili. Secondo i primi calcoli, franchigia e tetto avrebbero penalizzato soprattutto i redditi medio-bassi, con un effetto regressivo. Gli emendamenti tendono a riequilibrare la situazione. L'aliquota Iva resta ferma al 10% mentre l'aliquota ordinaria del 21% salirà al 22% dal mese di luglio del 2013.
PIU' ESODATI TUTELATI - Saranno 10.130, secondo la Ragioneria dello Stato, gli esodati salvaguardati dalla legge di stabilita', oltre ai 120mila gia' tutelati dagli altri provvedimenti. I 100 milioni necessari arriveranno dalle risorse gia' stanziate ma non ancora utilizzate. Monitoraggio entro il 30 settembre 2013 e, nel caso fossero necessarie risorse aggiuntive, stop alla rivalutazione delle pensioni 6 volte superiori alla minima.
ANTICIPAZIONE DEL FONDO TAGLIA-TASSE - Gia' dal prossimo anno il Governo in sede di Def valutera' il il gettito della lotta all'evasione del 2012 per finanziare il fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale di famiglie e imprese.
SCUOLA, STOP AUMENTO ORARIO DOCENTI - Stop all'aumento dell'orario di presenza a scuola dei professori che, secondo il testo uscito da Palazzo Chigi, sarebbe invece passato da 18 a 24 ore. A copertura anche la chiusura di una delle sedi del ministero dell'Istruzione, in viale Kennedy a Roma. Prevista una riduzione di distacchi e permessi sindacali per docenti e personale scolastico, dei fondi per il progetto 'smart city' e dei Fondi First e Trin. 47,5 milioni in meno anche per il fondo per l'offerta formativa.
PATTO DI STABILITA' - Deroga al patto di stabilita' interno per i Comuni colpiti da dissesto idrogeologico.
FONDO PER RICERCA PMI - Credito d'imposta per imprese che affidano attivita' di ricerca e sviluppo a universita', enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, ovvero che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo.
BELICE - Dieci milioni nel 2013 per le zone colpite dal terremoto del Belice, di oltre 40 anni fa, per definire le contenzioni in atto.
STOP RISPARMI SU ILLUMINAZIONE - Stralciata per motivi di sicurezza la cosiddetta 'operazione cieli bui', che prevedeva lo spegnimento parziale dell'illuminazione notturna nei centri abitati.
STRETTA SU FALSI INVALIDI - Mezzo di milione di nuove verifiche in tre anni per scovare i falsi invalidi civili nel prossimo triennio
CUD PER VIA TELEMATICA - A partire dal 2013 gli enti  previdenziali rendono disponibile il Cud in modalita' telematica.
Il provvedimento potrebbe arrivare in aula già oggi, intorno alle 15.